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Benzina, Giorgetti lancia l’allarme: “Può arrivare anche a a tre euro”

Pubblicato: 03/04/2026 07:39

«Se la guerra continua, rischiamo la benzina a 3 euro al litro». L’allarme lanciato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti scuote il governo e accende i riflettori su una crisi energetica sempre più difficile da contenere. Il tema del caro carburanti torna centrale, tra conti pubblici sotto pressione e margini di intervento ormai ridotti.

Nel vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il titolare del Tesoro ha chiarito che le risorse per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia sono ormai esaurite. Il decreto in arrivo rischia di essere l’ultimo senza nuove coperture.

Il Consiglio dei ministri è infatti chiamato ad approvare la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio. Una misura da circa 500 milioni di euro che consentirà di mantenere lo sconto di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel, ma che pesa sempre di più sui conti dello Stato.

La ricerca delle risorse si è spinta fino a un miliardo, tra tagli e congelamenti della spesa pubblica. Una parte dei fondi arriverà dall’extragettito IVA generato proprio dall’aumento dei prezzi, mentre il resto sarà coperto anche attraverso il blocco delle aste CO2.

Intanto, sullo sfondo, si aggrava il quadro macroeconomico. Il rapporto deficit-Pil rischia di superare nel 2026 la soglia del 3%, compromettendo i piani del governo per uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione europea e rendendo più difficile una futura manovra economica espansiva.

Nel decreto trova spazio anche un sostegno alle imprese, in particolare con un credito d’imposta del 20% per il settore agricolo, finanziato con circa 30 milioni di euro. Un intervento mirato per contenere l’impatto dei rincari su una filiera già in difficoltà.

Ma l’emergenza non riguarda solo carburanti e conti pubblici. L’aggiornamento delle tariffe comunicato da ARERA segnala un aumento del 19,2% delle bollette del gas, colpendo soprattutto gli utenti vulnerabili e rendendo già insufficienti gli aiuti varati nei mesi scorsi.

A preoccupare è anche lo scenario internazionale. La crisi legata alla guerra tra Stati Uniti e Iran minaccia le forniture energetiche globali, con effetti diretti sull’Europa. Il nodo cruciale resta lo Stretto di Hormuz, da cui transita una quota significativa del petrolio e del carburante mondiale.

In questo contesto, cresce l’allarme per il settore aereo: l’ultima grande petroliera carica di cherosene, la “Rong Lin Wan”, è attesa in Europa il 9 aprile. Senza nuove forniture, entro poche settimane il continente potrebbe trovarsi con metà del carburante disponibile, con il rischio concreto di tagli ai voli estivi e nuove ripercussioni sull’economia e sul turismo.

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Ultimo Aggiornamento: 07/04/2026 10:27

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