
L’emergenza provocata dalla cenere dell’Etna continua a creare pesanti disagi all’aeroporto di Catania. Voli cancellati o dirottati, attese prolungate e difficoltà nell’ottenere informazioni hanno lasciato numerosi passeggeri alle prese con la necessità di trovare autonomamente soluzioni alternative.
A Fanpage.it alcuni viaggiatori hanno raccontato ore di confusione e la sensazione di essere stati lasciati soli proprio nel momento in cui avrebbero avuto bisogno di assistenza.
«Ci siamo sentiti abbandonati»
Tra le testimonianze raccolte c’è quella di Deborah, originaria della Sicilia e residente a Parma. I suoi genitori avrebbero dovuto raggiungerla per trascorrere insieme le vacanze e festeggiare il compleanno del nipote.
Dopo aver percorso circa 100 chilometri per raggiungere lo scalo, avrebbero scoperto soltanto all’ultimo momento che il loro volo era stato cancellato. Secondo il racconto, nonostante i disagi fossero già noti, il collegamento risultava ancora regolarmente programmato sui tabelloni dell’aeroporto.
Una volta arrivata la cancellazione, i passeggeri si sarebbero rivolti al banco della compagnia senza però ottenere un’assistenza concreta. «Il personale si è rifiutato di fornire supporto diretto», racconta Deborah, riferendo che sarebbe stato chiesto ai viaggiatori di gestire autonomamente la situazione attraverso l’app.
Poco dopo sarebbe arrivato anche un messaggio che invitava i passeggeri a provvedere da soli alla sistemazione alberghiera.
Due notti in hotel pagate di tasca propria
Una situazione analoga è stata raccontata da Miguel Ángel, residente a Milano, che avrebbe dovuto rientrare da Catania l’8 agosto con un volo ITA Airways.
Arrivato in aeroporto, ha trovato numerosi passeggeri in attesa e diversi voli cancellati. Anche il suo collegamento, inizialmente «in attesa di informazioni», è stato poi cancellato.
«Da parte dell’aeroporto nessun tipo di aiuto, ma neanche l’acqua», racconta.
Non riuscendo a ottenere indicazioni sulla sistemazione, il passeggero afferma di aver pagato autonomamente due notti in albergo, 113 euro a notte. Anche il volo riprogrammato per il lunedì sarebbe stato successivamente cancellato.
Dopo ulteriori tentativi, Miguel Ángel è riuscito a ottenere un volo da Palermo per mercoledì 12 agosto, dovendo però aggiungere un’altra notte in albergo a Palermo e 15 euro per il bus da Catania.
«Mi sono sentito abbandonato da tutti, senza supporto e come me tantissime persone, bambini, anziani, donne», racconta.
Famiglie costrette a raggiungere Palermo
Disagi anche per Antonio, residente a Messina, che ha raccontato la lunga notte trascorsa per recuperare il figlio, la nuora e due nipotini, arrivati a Palermo dopo il dirottamento del loro volo Ryanair.
Secondo il suo racconto, sul sito della compagnia la destinazione continuava a risultare Catania, mentre la famiglia attendeva indicazioni per il trasferimento in autobus. Dopo essere stati fatti scendere da un primo pullman, che sarebbe stato destinato ai passeggeri di un’altra compagnia, Antonio ha deciso di raggiungere personalmente Palermo.
All’aeroporto, racconta, si è trovato davanti a «un caos indescrivibile». Dopo aver recuperato i familiari, è quindi ripartito verso Messina, arrivando intorno alle due di notte.
Da Bologna a Pisa, poi il viaggio verso Palermo
Un’altra vicenda è stata raccontata da Giovanna, residente a Sassuolo, la cui figlia e alcuni amici erano partiti con un volo Bologna-Catania.
La cancellazione sarebbe stata comunicata soltanto un’ora prima della partenza, quando il gruppo si trovava già in aeroporto. Non trovando alternative dagli scali vicini, i viaggiatori hanno raggiunto Prato e poi Pisa in treno.
A Pisa, però, non avrebbero trovato una sistemazione per la notte e avrebbero trascorso alcune ore in un bar, prima di ripartire alle 6 del mattino verso Palermo.
«Ci vuole più organizzazione», è la richiesta di Giovanna, che definisce la situazione particolarmente problematica sia per i cittadini sia per i turisti.
Centinaia di voli coinvolti
Le testimonianze arrivano mentre l’aeroporto di Catania continua a fare i conti con le conseguenze della nube di cenere legata all’attività dell’Etna. In quattro giorni centinaia di voli sono stati cancellati, ritardati o dirottati, con diversi collegamenti trasferiti verso Palermo e Comiso.
Per molti passeggeri, tuttavia, il problema non è stato soltanto riuscire a raggiungere la destinazione. La difficoltà maggiore è stata capire come organizzarsi dopo la cancellazione del volo.
È proprio sulla gestione dell’emergenza che si concentrano le testimonianze raccolte: informazioni giudicate tardive, difficoltà nel trovare alloggi e trasferimenti e, in diversi casi, costi sostenuti direttamente dai viaggiatori.
«Le famiglie sono costrette ad arrangiarsi da sole per trovare soluzioni alternative a proprie spese», osserva Deborah. E resta la domanda sui costi e sui disagi che, secondo i passeggeri coinvolti, continuano a ricadere direttamente su chi viaggia.


