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Il carburante scarseggia negli aeroporti italiani: Brindisi senza jet fuel, limitazioni anche a Pescara e Reggio Calabria

Pubblicato: 06/04/2026 18:55

Emergono criticità nella disponibilità di carburante per l’aviazione in alcuni aeroporti italiani. Il caso più spinoso riguarda oggi lo scalo di Brindisi, dove il jet fuel risulta completamente esaurito almeno fino al primo pomeriggio del 7 aprile, con conseguenze operative per le compagnie aeree.
La situazione si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge anche altri aeroporti, tra cui Pescara e Reggio Calabria, dove sono state introdotte limitazioni al rifornimento.

Brindisi senza carburante: voli costretti a rifornirsi altrove

Secondo quanto riportato nei Notam, i bollettini aeronautici ufficiali, nello scalo pugliese il carburante Jet A1 non è disponibile fino alle ore 14 del 7 aprile.

Le uniche eccezioni riguardano voli considerati prioritari, come quelli di Stato, di emergenza sanitaria o di ricerca e soccorso. Per tutti gli altri, la raccomandazione è chiara: gli aeromobili devono decollare già riforniti dagli aeroporti di partenza, con una quantità sufficiente a coprire le tratte successive. Una condizione che potrebbe incidere sulla pianificazione dei voli e sulla gestione operativa delle compagnie.

Reggio Calabria: tetto massimo al rifornimento

Limitazioni sono state introdotte anche all’aeroporto di Reggio Calabria, dove la disponibilità ridotta di carburante ha portato all’introduzione di un limite massimo.

Fino alle ore 13 del 7 aprile, ogni aeromobile potrà ricevere non più di 3.000 litri di carburante, una quantità che consente un’autonomia di circa un’ora e mezza di volo. Una misura che impone alle compagnie di rivedere rotte e strategie di rifornimento.

Pescara: operativa una sola autocisterna

Situazione critica anche in Abruzzo. All’aeroporto di Pescara, fino alle ore 12 dell’8 aprile, è disponibile una sola autocisterna con una capacità di 20.000 litri.

Una condizione che limita fortemente la capacità di rifornimento dello scalo e che potrebbe generare ritardi o complicazioni nella gestione dei voli.

Un quadro più ampio: altri scali già coinvolti

Le difficoltà registrate si aggiungono a quelle segnalate nei giorni scorsi in altri aeroporti italiani, tra cui Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna, dove si erano già evidenziate disponibilità ridotte di carburante.

Al momento non sono state fornite indicazioni ufficiali sulle cause precise di queste criticità. Non risultano infatti segnalazioni di problemi tecnici nella catena di distribuzione, mentre resta aperta l’ipotesi di possibili ripercussioni legate al contesto internazionale, in particolare alle tensioni nel Golfo Persico.

Una situazione in evoluzione che viene monitorata con attenzione dagli operatori del settore, mentre gli aeroporti cercano di garantire la continuità operativa nonostante le limitazioni.

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