
In che mondo abitiamo oggi, e soprattutto quale sarà il futuro dei nostri figli e nipoti. Non è una domanda per scienziati o sociologi, ma è quella che qualunque persona di buon senso, qualcuna sarà rimasta solo solo per le leggi della statistica, si pone quando si alza la mattina e magari sente le notizie alla radio mentre si sbarba per andare in ufficio, o scrollando il telefonino bombardato da siti, blog o social.
La risposta è inquadrabile in un bipolarismo americano. Da un lato un Papa, il primo, born in USA che pronuncia profeticamente il monito del giudizio divino su chi usa le armi in modo dissennato. Dall’altro uno che gli stessi americani definiscono “foolish”, privo di senno che la mattina di Pasqua sbeffeggia Allah, il Dio dei musulmani. Probabilmente tra poco apparirà in un video con una kefiah sunnita a quadrettini che minaccia di olocausto gli sciiti, colpevoli di non ascoltarlo. Quello per l’ascolto, per il consenso ai suo gesti sempre più estremi, è la vera fissazione di Trump. A parte Netanyahu, che più che ascoltarlo lo premonisce, ormai pochissimi lo seguono, pure nei Maga.
Il termine foolish con cui lo definiscono in tanti analisti sta per demente, scemo, folle, non proprio il massimo per uno che gira con la cosiddetta Nuclear football. Alcuni già stanno sostenendo la tesi del 25° emendamento, sull’incapacità mentale del presidente, che porta alla destituzione. Donald Trump sta assomigliando in maniera impressionante al dottor Stranamore, Strangelove, del film di Stanley Kubrik, girato in piena guerra fredda, sulla paura che qualcuno veramente foolish spinga il bottone nucleare. Lì il mitico Peter Seller era un consulente scientifico tedesco amante della bomba atomica che deve gestire una crisi di impazzimento dei generali. Qui i generali, cioè gli addetti ai lavori come si dice in gergo, vengono invece licenziati dal comandante in capo che dubitiamo abbia mai indossato un uniforme, saltando il Vietnam per meriti di studio.
Possono dei pazzi, più che dei nazionalisti, avere il potere di distorcere il nostro mondo. La nostra vita, il nostro quotidiano, dal carburante alle bollette, dalla recessione all’inflazione, essere determinati da scemi o dementi, se non realisticamente paranoici? Eppure, se vediamo lo scenario, nessuno dei tanti attori in campo sembra aver il pieno possesso di equilibrio mentale.
Il mondo ha sempre avuto guerre, conquiste, imperi, a volte brutali, e non sempre gli esaltati re o imperatori, non solo occidentali, erano delle personcine dotate di giudizio, ma non le avevamo scelte noi cittadini democraticamente, non li avevamo votati, erano dispotici e sanguinari per un diritto di nascita o di conquista militare. Oggi assistiamo al cupio dissolvi invece della più grande democrazia del mondo, per cause di demenza senile. Come può essere giudicato uno che si fa imporre le mani nello studio ovale in un para rito religioso e che dichiara che non invade il Canada perché Re Carlo d’Inghilterra gli è stato simpatico all’ora del the. E che comunque la colpa della guerra in Iran è stata di noi europei che non gli abbiamo dato la Groenlandia per giocare. Probabilmente, anzi sicuramente, pure Hitler e Stalin erano due sociopatici, come Pol Pot in Cambogia, ma loro non rappresentavano una democrazia, anzi la culla della stessa. Se pure le
democrazie impazziscono, senza poteri di riequilibrio, come la maionese in che mondo vivremo? È finita la pacem in terris se Leone XIV già invoca il giudizio divino?


