
L’assegno unico di aprile sarà più basso rispetto a quello incassato da molte famiglie nei mesi precedenti. Dopo febbraio, primo mese del 2026 con gli aumenti legati alla rivalutazione, e dopo marzo, quando agli importi aggiornati si sono aggiunti anche gli arretrati di gennaio, ad aprile il pagamento torna su livelli più contenuti. Per molti beneficiari, quindi, il calo non dipenderà da un taglio strutturale del sostegno, ma dalla fine dei conguagli che avevano gonfiato l’accredito del mese scorso. Le somme saranno versate il 20 e 21 aprile a chi non ha comunicato variazioni nella propria situazione familiare o reddituale. Proprio l’assenza degli arretrati spiega perché l’importo finale risulterà più basso rispetto a marzo.
A incidere sull’ammontare dell’assegno unico 2026 c’è però anche un altro fattore decisivo: l’Isee aggiornato. Anche ad aprile, infatti, chi non ha presentato una dichiarazione valida per il 2026 riceverà soltanto l’importo minimo previsto. Resta comunque ancora tempo per rimediare: la nuova Dsu può essere presentata fino al 30 giugno, termine entro il quale è possibile evitare la riduzione dell’assegno e ottenere anche gli eventuali arretrati spettanti. Questo significa che chi aggiorna la propria posizione entro quella data non perde il diritto agli importi corretti, ma deve comunque attivarsi per non continuare a ricevere una cifra ridotta nei prossimi mesi.
Le novità su Dsu e maggiorazioni
L’Inps, con il messaggio numero 799 del 6 marzo 2026, ha comunicato la disponibilità dei nuovi modelli della Dichiarazione sostitutiva unica e l’aggiornamento automatico delle attestazioni Isee già presentate nel corso dell’anno. L’adeguamento recepisce le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026 e aggiorna anche le istruzioni di compilazione, con i riferimenti fiscali relativi all’anno d’imposta 2024. Tra le novità ci sono anche gli aggiustamenti per i nuclei familiari con figli, utili a calcolare le maggiorazioni collegate a specifiche prestazioni familiari e all’inclusione. Per il 2026, inoltre, non vengono considerati nel calcolo dell’Isee gli immobili distrutti o dichiarati inagibili in seguito a calamità naturali.
Restano poi confermate le maggiorazioni previste in presenza di requisiti specifici. Per ogni figlio con meno di un anno, l’importo dell’assegno viene aumentato del 50% fino al compimento del primo anno di vita. Lo stesso incremento vale per ciascun figlio tra uno e tre anni nei nuclei con almeno tre figli e con Isee, neutralizzato ai fini dell’assegno unico, pari o inferiore a 46.582,71 euro. Le famiglie con almeno quattro figli a carico ricevono invece una maggiorazione forfettaria da 150 euro. Si tratta di correttivi che possono cambiare in modo sensibile l’importo finale riconosciuto ogni mese, soprattutto nei nuclei più numerosi o con figli molto piccoli.
Come cambiano fasce e cifre
La rivalutazione entrata in vigore da febbraio modifica sia gli importi sia le soglie Isee per l’accesso al beneficio. Nel 2026 la prima fascia arriva fino a 17.468,51 euro, mentre nel 2025 si fermava a 17.227,33 euro. Questo comporta un vantaggio per alcune famiglie che lo scorso anno rientravano negli scaglioni immediatamente superiori e che ora, a parità di Isee, passano nella fascia più favorevole. Anche il limite oltre il quale scatta l’importo minimo si alza: nel 2026 riguarda gli Isee superiori a 46.582,71 euro, mentre nel 2025 la soglia era fissata oltre 45.939,56 euro. Di conseguenza, alcuni nuclei che prima ricevevano il minimo potranno ora collocarsi in una fascia leggermente migliore.
Sul piano concreto, l’importo minimo sale a 58,3 euro, rispetto ai 57,5 euro del 2025. L’assegno base della prima fascia passa invece da 201 a 203,8 euro. L’aumento è contenuto, ma diventa più evidente per chi beneficia del cambio di scaglione. Per esempio, chi aveva un Isee compreso tra 17.227,34 e 17.342,19 euro percepiva nel 2025 un assegno da 200,4 euro, mentre nel 2026 riceve 203,8 euro. Lo stesso importo da 203,8 euro spetta anche a chi si colloca tra 17.342,20 e 17.457,03 euro, contro i 199,9 euro riconosciuti nel 2025. Crescono anche alcune maggiorazioni fisse, come quelle per i figli con disabilità e per le madri under 21, oltre al bonus per il secondo percettore di reddito e alla quota aggiuntiva per i figli successivi al secondo, che continua a variare in base all’Isee.
Il punto centrale, però, resta uno: l’assegno unico di aprile sarà più basso soprattutto perché non conterrà più i conguagli di gennaio pagati a marzo. Per evitare di fermarsi all’importo minimo, serve invece un Isee 2026 valido e aggiornato. È questo il passaggio che consente alle famiglie di ricevere la cifra corretta, comprese le maggiorazioni spettanti, senza perdere gli arretrati maturati.


