
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky conferma la disponibilità di Kiev a rispettare il cessate il fuoco di Pasqua, annunciato nelle ore precedenti dal Cremlino. In un messaggio pubblicato sui social, il leader ucraino ha ribadito che il suo Paese è pronto a muoversi nella stessa direzione, sottolineando come l’Ucraina abbia già proposto una tregua durante le festività.
“L’Ucraina ha ripetutamente dichiarato che siamo pronti per passi simmetrici”, ha scritto Zelensky, chiarendo che l’intenzione è quella di garantire ai cittadini una Pasqua senza minacce e con segnali concreti verso una possibile de-escalation del conflitto. Il presidente ha inoltre aggiunto che ora spetta alla Russia dimostrare di voler davvero interrompere le ostilità anche oltre la breve finestra annunciata.
La proposta di Mosca per la Pasqua ortodossa
L’apertura di Kiev arriva dopo l’annuncio del presidente russo Vladimir Putin, che ha comunicato un cessate il fuoco temporaneo in occasione della Pasqua ortodossa. Secondo quanto riferito dal Cremlino, la tregua dovrebbe entrare in vigore alle 15 di sabato 11 aprile (ora italiana) e concludersi alla mezzanotte del giorno successivo.
Mosca ha dichiarato di aspettarsi una risposta analoga da parte ucraina, inserendo la proposta in un contesto di forte tensione militare che, negli ultimi mesi, non ha conosciuto pause significative. La finestra temporale indicata resta però limitata, lasciando aperti interrogativi sulla reale possibilità che il cessate il fuoco possa trasformarsi in un passo più ampio verso negoziati concreti.
Il nodo della fiducia e le prospettive
Nonostante l’apertura reciproca, resta centrale il tema della fiducia tra le parti, elemento finora mancato in diversi tentativi di tregua. Zelensky ha infatti sottolineato che la Russia ha ora “la possibilità di non tornare a colpire dopo Pasqua”, lasciando intendere che il rispetto dell’impegno sarà il vero banco di prova.
La tregua pasquale, se rispettata, potrebbe rappresentare un segnale simbolico ma significativo, in grado di offrire almeno una pausa umanitaria alla popolazione civile. Tuttavia, la sua durata limitata e il contesto di guerra ancora acceso rendono incerto qualsiasi sviluppo successivo, con la comunità internazionale che osserva con attenzione l’evolversi della situazione.


