
Si allarga il terremoto interno in Forza Italia. Alla vigilia dell’incontro tra il segretario Antonio Tajani e Marina Berlusconi, in Lombardia si apre una vera fronda parlamentare contro la linea del leader azzurro.
Una decina tra deputati e senatori lombardi contesta la gestione dei congressi regionali e chiede di sospendere il percorso congressuale voluto da Tajani. A rischiare potrebbe essere anche il coordinatore regionale Alessandro Sorte, considerato vicino al segretario.
La richiesta di congelare i congressi
La richiesta di bloccare le assise interne è stata sostenuta anche da tre figure di peso nella segreteria nazionale:
- Stefania Craxi, nuova capogruppo al Senato
- Licia Ronzulli
- Alessandro Cattaneo
Tutti esponenti lombardi e tutti critici verso la strategia organizzativa del leader azzurro.
Il nodo Barelli e i possibili sostituti
Sul tavolo del confronto con Marina Berlusconi c’è anche la posizione del capogruppo alla Camera Paolo Barelli, che secondo diverse indiscrezioni potrebbe fare un passo indietro.
Tra i possibili sostituti circolano i nomi di:
- Enrico Costa, che starebbe cercando un’intesa con la famiglia Berlusconi
- Giorgio Mulè, considerato vicino ad Arcore
Il caso Lombardia
La tensione esplode proprio nella regione simbolo del partito fondato da Silvio Berlusconi. Dopo malumori già emersi in Puglia, Liguria, Piemonte, Abruzzo, Campania e prossimamente in Sardegna, la Lombardia rischia di diventare il punto più critico della contestazione.
Il congresso regionale è stato ulteriormente complicato da un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale presentato dal dirigente regionale Tiziano Mariani, che ha segnalato presunti profili di illegittimità nella raccolta delle candidature.
I nomi della fronda
Tra gli esponenti lombardi critici verso la linea Tajani figurano:
- Graziano Musella, segretario dell’area metropolitana
- Cristina Rossello, deputata vicina alla famiglia Berlusconi
- Fabrizio Sala
Meno esposti ma presenti nelle dinamiche interne anche Paolo Emilio Russo e Andrea Orsini, oltre al sottosegretario Andrea Barachini, Adriano Paroli e al ministro Paolo Zangrillo.
Il ruolo di Gianni Letta
Per gestire la crisi interna è stato richiamato Gianni Letta, storico consigliere della famiglia Berlusconi e figura di equilibrio nel partito.
L’obiettivo sarebbe quello di tenere Tajani alla guida fino alle elezioni del 2027, accompagnare l’uscita di scena di Barelli con una possibile promozione istituzionale e rimettere in moto l’organizzazione del partito.
Il confronto decisivo tra Tajani e Marina Berlusconi dovrebbe svolgersi nella residenza milanese di Corso Venezia, luogo simbolico e strategico per il futuro di Forza Italia.


