
È il giorno dell’atteso incontro tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani, previsto all’ora di pranzo. Al tavolo saranno presenti anche Pier Silvio Berlusconi e Gianni Letta, quest’ultimo impegnato nelle ultime settimane in un ruolo di mediazione tra la leadership del partito e la famiglia Berlusconi.
Il confronto arriva dopo la bocciatura della riforma della giustizia al referendum del 22 e 23 marzo, un passaggio politico che ha aumentato le tensioni interne a Forza Italia.
Il nodo dei congressi regionali
Uno dei temi principali dell’incontro sarà la stagione dei congressi regionali. Tajani avrebbe voluto avviarli già tra aprile e maggio, ma nel partito cresce la richiesta di rinviarli, posizione sostenuta non solo dalla minoranza interna.
Secondo l’orientamento della famiglia Berlusconi, i congressi potrebbero essere spalmati nell’arco di un anno, arrivando al congresso nazionale soltanto dopo le prossime elezioni politiche, così da poter valutare il peso politico della segreteria Tajani.
Cambi nei gruppi parlamentari
Nel frattempo si è già chiusa la partita dei gruppi parlamentari. Al Senato, a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri è stato sostituito da Stefania Craxi come capogruppo.
Più complessa la situazione alla Camera dei deputati, dove il cambio al vertice coinvolge Paolo Barelli, attuale presidente dei deputati azzurri. Tajani aveva anche minacciato le dimissioni nel caso di una sostituzione forzata.
La trattativa su Barelli
Per favorire il passo indietro di Barelli è stata avviata una trattativa con il governo guidato da Giorgia Meloni. L’ipotesi è la sua nomina a sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Barelli vorrebbe occuparsi di energia, ma il partito ha già un viceministro nello stesso dicastero, Valentino Valentini, elemento che complica gli equilibri tra alleati.
Le nomine dovrebbero essere inserite in un pacchetto complessivo di cinque sottosegretari da approvare in un prossimo Consiglio dei ministri.
I possibili successori
Tra i nomi per la guida del gruppo alla Camera circola quello di Enrico Costa, considerato una figura di mediazione tra le diverse correnti del partito. Tuttavia pesa sul suo profilo il doppio addio passato a Forza Italia, prima con Angelino Alfano e poi con Carlo Calenda, prima del rientro nel 2024.
Alla mediazione stanno lavorando anche il ministro Paolo Zangrillo e il sottosegretario Alberto Barachini.
Non è esclusa però un’altra soluzione: uno scambio di incarichi tra Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera, e Barelli.
Malumori nelle regioni
Nel frattempo il dibattito sui congressi sta alimentando tensioni anche nelle regioni. Dopo Campania e Sardegna, dove sono circolati documenti per chiedere il rinvio delle assise, emergono malumori anche in Lombardia.
Al centro delle polemiche ci sarebbero presunte anomalie nei tesseramenti, tra cui iscrizioni doppie tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, oltre a dubbi sul numero degli iscritti, stimato attorno ai 40 mila.
Tutti questi temi saranno al centro del pranzo tra Tajani e la famiglia Berlusconi, un passaggio decisivo per il futuro equilibrio interno di Forza Italia.


