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Istituzioni italiane in lutto, addio al magistrato protagonista della lotta alla mafia

Pubblicato: 11/04/2026 19:23

È morto a Roma, all’età di 85 anni, uno dei magistrati italiani più apprezzati, figura di primo piano nella lotta alla criminalità organizzata. La scomparsa, avvenuta giovedì 9 aprile, è stata resa nota dalla famiglia nel giorno dei funerali, celebrati nella parrocchia di San Francesco d’Assisi a Monte Mario.

Una vita al servizio della magistratura

E’ morto Gianfranco Riggio: nato a Gela il 21 novembre 1940, ha dedicato 47 anni alla magistratura, distinguendosi per rigore, integrità e riservatezza. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli sia requirenti sia giudicanti, operando in sedi particolarmente delicate come Agrigento, Caltanissetta, Monza, Roma e presso la Corte di Cassazione.

Il suo percorso si è concluso alla guida della Procura della Repubblica di Spoleto, incarico lasciato nel 2013 al termine di una lunga attività istituzionale.

Il ruolo nella lotta alla mafia

Riggio è stato protagonista negli anni più difficili del contrasto a Cosa Nostra, contribuendo a importanti indagini contro la criminalità organizzata, in particolare contro la cosiddetta “cupola agrigentina”.

Il suo impegno lo espose a gravi rischi personali: alla fine degli anni Ottanta fu oggetto di minacce da parte della mafia, che coinvolsero anche la sua famiglia e lo costrinsero a vivere sotto protezione.

Un magistrato autorevole e rispettato

Colleghi e operatori del diritto lo ricordano come un magistrato equilibrato e determinato, capace di coniugare fermezza nell’azione giudiziaria e rispetto delle istituzioni. Alla guida della Procura di Spoleto, negli ultimi anni di servizio, ha consolidato rapporti improntati alla collaborazione con forze dell’ordine e avvocatura.

Anche dopo il pensionamento, Riggio ha continuato a sottolineare il valore della funzione giudiziaria come servizio al cittadino, fondato sul primato della legge e sull’indipendenza da ogni condizionamento.

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