
Una distrazione da smartphone, un gesto “da social” e poi l’impatto. A mesi dal drammatico schianto sull’Autostrada A1, arriva un primo punto fermo: il camionista coinvolto è stato condannato a cinque anni di reclusione dopo il patteggiamento accolto dal giudice per l’udienza preliminare di Arezzo.
L’incidente risale al 4 agosto 2025, nel tratto tra Arezzo e Valdarno. Una giornata di traffico e rallentamenti, una coda improvvisa e, in pochi secondi, una tragedia che ha lasciato tre vittime e quindici feriti.
Tir contro ambulanza: cosa ha deciso il giudice
Il Gup di Arezzo ha ratificato il patteggiamento dell’autotrasportatore: un uomo di 59 anni, originario di Savona e residente nel Cuneese. Per lui la pena stabilita è di cinque anni.
La Procura gli contestava il reato di omicidio stradale plurimo aggravato dalla colpa cosciente: secondo l’accusa, l’uomo sarebbe stato pienamente consapevole dei rischi legati alla propria condotta alla guida.

Le vittime e la dinamica: l’impatto in coda
Al momento dello schianto, un’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini era ferma in coda. È stata travolta da un Tir che, secondo quanto ricostruito, viaggiava tra gli 80 e i 100 km/h.
Nell’urto sono morti l’autista Gianni Trappolini, 56 anni, la volontaria Giulia Santoni, 23 anni, e il paziente trasportato, Franco Lovari, 75 anni. Il bilancio è stato aggravato da quindici feriti, in un quadro che ha subito fatto parlare di impatto devastante.

“Stava facendo video per TikTok”: il dettaglio che pesa
È nella ricostruzione tecnica che emerge il punto più inquietante, quello che cambia la percezione di quanto accaduto: gli investigatori, analizzando i dispositivi sequestrati, hanno scoperto che al momento dell’impatto il camionista stava usando il telefono per registrare video destinati ai social, in particolare su TikTok.
Una scelta che, in un contesto come quello dell’autostrada e della coda, si è trasformata in una miccia: pochi secondi di attenzione spostata altrove, e la strada diventa una tempesta.
Nessuna frenata e accertamenti: cosa hanno ricostruito gli inquirenti
I rilievi della polizia stradale avevano già evidenziato un elemento chiave: sull’asfalto non c’erano segni di frenata. Un dettaglio coerente con alcune testimonianze di automobilisti, secondo cui il Tir sarebbe arrivato senza rallentare sulla colonna di veicoli fermi.
Per chiarire ogni aspetto, sono stati sequestrati i mezzi coinvolti e analizzata la scatola nera del camion, ritenuta decisiva per ricostruire la dinamica. In parallelo, gli inquirenti hanno disposto una perizia approfondita sul telefono dell’autista.

I minuti prima dello schianto: il video e l’orario
Da questi accertamenti è emerso che, pochi minuti prima dell’impatto, l’uomo stava registrando un video mentre era alla guida, con musica in sottofondo, probabilmente destinato alla pubblicazione.
Le immagini risultano girate intorno alle 10.48; circa un quarto d’ora dopo, il Tir ha travolto la fila di veicoli, schiantandosi contro l’ambulanza, un camper e diverse auto. Un gesto apparentemente “normale” nell’era dei contenuti, diventato invece una tragedia irreversibile.


