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Sondaggi politici, lieve vantaggio centrodestra: duello tra Conte e Schlein alle primarie. Chi può vincerle

Pubblicato: 12/04/2026 08:53

L’equilibrio politico italiano è oggi più che mai un castello di carte sospeso su un soffio di vento. Gli ultimi dati del sondaggio Dire Tecnè consegnano un’istantanea di un Paese spaccato, dove il centrodestra mantiene la testa della corsa, ma con un margine talmente sottile da rendere il confronto un vero e proprio testa a testa. Se la coalizione di governo appare ancora avanti, la partita per la leadership e la composizione delle alleanze in vista del 2027 sta innescando cortocircuiti sia tra i banchi della maggioranza che all’interno del cosiddetto campo largo.

Il borsino dei partiti: Meloni resiste, l’opposizione incalza

Nonostante le scosse telluriche seguite alla sconfitta referendaria e la pioggia di polemiche che ha colpito via della Scrofa, Fratelli d’Italia si conferma il primo partito del Paese con il 29% dei consensi. La compagine di Giorgia Meloni sembra aver assorbito il colpo delle dimissioni di figure di peso come l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’ex ministra Daniela Santanchè, oltre alle ombre che hanno avvolto il titolare del Viminale Matteo Piantedosi e il caso Claudia Conte. Parallelamente, Forza Italia tiene botta all’8,9%, spinta dal pressing della famiglia Berlusconi su Antonio Tajani per un rilancio d’immagine post-riforma, mentre la Lega tenta una faticosa risalita fermandosi al 7,2%.

Sull’altro fronte, il Partito Democratico guida l’opposizione con il 22,3%, seguito da un Movimento 5 Stelle al 12,8% e da un’Alleanza Verdi-Sinistra granitica al 6,3%. Le briciole restano ai centristi di Italia Viva (2,3%) e +Europa (1,5%). Ma è nel calcolo delle coalizioni che si legge l’incertezza totale: il centrodestra raccoglie il 46,1% contro il 45,2% del fronte progressista. Meno di un punto percentuale separa i due mondi, con l’incognita rappresentata dal 2,7% di Futuro Nazionale: se Roberto Vannacci decidesse di convergere verso la Meloni, l’ago della bilancia penderebbe definitivamente a destra.

In questo scenario, il centrosinistra vive una sfida fratricida per la leadership. Se si votasse oggi per le primarie di coalizione, Giuseppe Conte la spunterebbe con il 41%, superando di un soffio il 40% di Elly Schlein. Tuttavia, il vero protagonista resta l’esercito degli indecisi, che sfiora il 19%, e l’ombra di nuove candidature come quella della sindaca di Genova, Silvia Salis, figura che potrebbe sparigliare le carte con il sostegno dei renziani.

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