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“Chiamare Putin e fare il pieno”. Meloni, la richiesta arriva proprio da lui!

Pubblicato: 14/04/2026 09:55

Nel pieno di una crisi energetica che si fa ogni giorno più concreta e potenzialmente destabilizzante per l’economia europea, Vittorio Feltri, in un editoriale pubblicato su Il Giornale, mette in discussione l’approccio adottato da una parte della politica europea e italiana. Secondo il giornalista, l’attuale fase non può più essere affrontata con rigidità ideologiche, ma richiede una lettura pragmatica della realtà, soprattutto di fronte al rischio che interi settori produttivi rallentino o si fermino, con un conseguente aumento dei costi dell’energia e possibili ripercussioni sistemiche.

Feltri, come suo solito, fa pochi giri di parole e parte da un invito secco: “Cara Giorgia, c’è una soluzione (alla crisi energetica, ndr): chiamare Putin e fare il pieno”. Feltri osserva come, prima della guerra in Ucraina, circa il 40-45% del gas importato dall’Italia provenisse dalla Russia, una quota che rappresentava un pilastro dell’approvvigionamento energetico nazionale ed europeo. La decisione politica di ridurre drasticamente questa dipendenza, presa con l’obiettivo di esercitare pressione su Mosca, avrebbe però prodotto, a suo avviso, effetti controproducenti: la Russia non avrebbe modificato la propria linea, mentre l’Europa si sarebbe esposta a nuove vulnerabilità. Oggi, rileva, la quota di gas russo si è ridotta al 5-10%, ma il contesto globale è diventato più instabile, con rotte energetiche strategiche – come lo Stretto di Hormuz – trasformate in fattori di rischio permanente.

In questo scenario, lex direttore de Il Giornale e Libero sostiene che continuare a escludere a priori il gas russo rappresenti più una rigidità ideologica che una scelta strategica. Pur senza invocare un ritorno automatico al passato, il giornalista ritiene che, in una situazione di emergenza, sia necessario utilizzare tutti gli strumenti disponibili, compresa la possibilità di riaprire un canale con Mosca per aumentare i rifornimenti. Una posizione che, secondo Feltri, dovrebbe essere guidata non da simpatie politiche ma da un principio di interesse nazionale, considerato il criterio fondamentale di una politica efficace.

Nel suo ragionamento, Feltri richiama anche la tradizione dei rapporti tra Italia e Russia, ricordando come nel tempo si sia costruito un capitale politico e diplomatico significativo, anche grazie alla stagione dei governi guidati da Silvio Berlusconi e al dialogo con Vladimir Putin. Proprio questo patrimonio, sostiene, potrebbe rappresentare una leva utile per affrontare l’attuale emergenza. La questione, conclude, non riguarda ciò che è politicamente conveniente, ma ciò che è necessario per garantire continuità produttiva, stabilità dei prezzi e sicurezza energetica per il sistema economico italiano.

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