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“Ci voleva tanto?”. Schlein, l’affondo Meloni: “Scelta tardiva, sono illegali!”

Pubblicato: 14/04/2026 13:15
Elly Schlein: lo scontro nel Pd dopo il caso Gasparri

La decisione del governo italiano di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele riapre il confronto politico interno, con la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che rivendica la linea sostenuta dalle opposizioni e chiede ora un ulteriore passo avanti. Secondo la leader dem, si tratta di una scelta tardiva ma necessaria, che conferma la validità delle richieste avanzate nei mesi scorsi dalle forze progressiste, anche alla luce della situazione internazionale e delle tensioni in Medio Oriente.

“Rispetto del diritto internazionale guidi l’azione politica”

Schlein sottolinea come il rispetto del diritto internazionale debba rappresentare un criterio fondamentale per l’azione politica del Paese. In questa prospettiva, la sospensione dell’accordo di difesa viene letta come un primo segnale, ma non ancora sufficiente. La segretaria del Pd invita infatti l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni a mantenere una linea coerente anche in sede europea, chiedendo all’Italia di non ostacolare la sospensione dell’accordo di associazione tra Unione europea e Israele, un dossier sul quale – evidenzia – starebbe crescendo il consenso tra diversi Stati membri.

Il tema si inserisce in un contesto più ampio, segnato dall’intensificarsi del conflitto e dalle accuse rivolte a Israele per le operazioni militari nella regione. Schlein insiste sulla necessità di passare dalle dichiarazioni ai fatti, indicando come priorità l’adozione di misure concrete per fermare i bombardamenti indiscriminati, contrastare le violazioni del diritto internazionale e intervenire su quelle che definisce occupazioni illegali.

La posizione del Partito Democratico rilancia così il dibattito sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale, tra esigenze di equilibrio diplomatico e pressioni interne per una linea più netta. Nei prossimi giorni il confronto potrebbe estendersi anche a livello europeo, dove il tema dei rapporti con Israele resta uno dei più delicati e divisivi tra i governi dell’Unione.

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