
Il quadro politico italiano mostra segnali di cambiamento, con equilibri sempre più sottili tra maggioranza e opposizione. Gli ultimi dati del sondaggio Swg per il Tg La7 evidenziano un momento di difficoltà per il centrodestra, mentre il cosiddetto campo largo registra una lieve crescita complessiva, pur tra molte incertezze.
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Centrodestra in calo nei sondaggi
Le principali forze della maggioranza fanno segnare un arretramento. Fratelli d’Italia si attesta al 29,3%, perdendo due decimi rispetto alla settimana precedente. Un dato che, pur restando elevato e vicino alla soglia del 30%, conferma una fase di flessione in un contesto segnato da tensioni politiche e passaggi delicati per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
In discesa anche Forza Italia, che raggiunge il 7,7%. Il partito risente di un periodo interno complesso, caratterizzato da cambiamenti ai vertici parlamentari, con effetti immediati sul consenso. Ancora più marcato il calo della Lega, che scende al 6,2%, perdendo tre decimi in una sola settimana.
Il partito guidato da Matteo Salvini appare in particolare difficoltà, superato nei numeri da Alleanza Verdi-Sinistra, stabile al 6,6%. A incidere sul risultato anche la fuoriuscita di Roberto Vannacci, oggi alla guida di Futuro nazionale, formazione in crescita che si colloca al 3,5%.
Nel quadro della coalizione, l’unica nota positiva arriva da Noi moderati, che sale all’1,2%, segnando un lieve incremento. Complessivamente, però, il centrodestra si ferma al 44,4%, confermando una tendenza al ribasso negli ultimi mesi.

Il campo largo guadagna terreno
Sul fronte opposto, il centrosinistra mostra una dinamica più articolata. Il Partito democratico si posiziona al 21,9%, con una lieve flessione di un decimo. Anche il Movimento 5 stelle registra un piccolo calo, attestandosi al 12,2%.
Nonostante queste leggere perdite, l’area complessiva del campo largo beneficia della crescita di forze minori. Italia viva raggiunge il 2,4%, mentre +Europa sale all’1,6%, contribuendo a rafforzare il dato aggregato della coalizione.
Nel complesso, le forze potenzialmente alleate arrivano al 44,7%, superando di tre decimi la maggioranza. Un margine minimo, che configura di fatto un equilibrio tra i due schieramenti, ma che assegna al centrosinistra un vantaggio, seppur contenuto.
Leadership e alleanze ancora da definire
Al di là dei numeri, resta aperta la questione politica più rilevante: la costruzione di un’alternativa solida alla maggioranza. Il campo largo, infatti, non dispone ancora di un programma condiviso né di una leadership chiaramente individuata.
Il tema dell’alleanza tra Partito democratico e Movimento 5 stelle rimane centrale, così come il ruolo degli altri soggetti politici coinvolti. Tra le ipotesi circolate negli ultimi giorni, anche quella di una possibile candidatura di Silvia Salis, sindaca di Genova, anche se al momento non esistono decisioni ufficiali.
Nel frattempo, resta fuori da questo schema Azione, guidata da Carlo Calenda, che con il 3,5% punta a costruire un progetto centrista autonomo. Una scelta che potrebbe influire sugli equilibri futuri, soprattutto in vista delle prossime elezioni.

Equilibri in bilico verso le elezioni
Con circa un anno alle urne, il quadro politico appare ancora fluido. Il centrodestra mantiene una base solida ma in calo, mentre il centrosinistra intravede possibilità di sorpasso, pur senza aver ancora definito una strategia unitaria.
I dati fotografano un sostanziale pareggio, con un leggero vantaggio per il campo largo. Tuttavia, la distanza minima tra le due coalizioni e le incognite sulle alleanze rendono il risultato finale tutt’altro che scontato.
Nei prossimi mesi saranno decisive le scelte politiche, la definizione delle leadership e la capacità dei diversi schieramenti di consolidare il consenso, trasformando i numeri dei sondaggi in risultati concreti alle urne.


