
La geopolitica europea si prepara a un sussulto che potrebbe ridisegnare gli equilibri di Palazzo Chigi. Già venerdì, la presidente del Consiglio è attesa a Parigi, ospite di Emmanuel Macron, in un vertice blindatissimo che vedrà la partecipazione di Keir Starmer e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al centro del tavolo, il dossier rovente del blocco di Hormuz e l’ipotesi di una missione militare congiunta nello Stretto. Sebbene l’ufficialità sia attesa nelle prossime ore, la scelta di Roma di presenziare fisicamente all’Eliseo — mentre altri leader resteranno in collegamento video — segna una svolta diplomatica netta.
Il “Piano B” dopo lo strappo con Donald Trump
Il tempismo non è casuale. Consumato lo strappo con Donald Trump, la leader italiana sembra intenzionata a testare uno schema di gioco alternativo, riavvicinandosi ai partner storici dell’Unione. Presentarsi a Parigi significa mandare un messaggio silenzioso, ma inequivocabile, alla Casa Bianca: esiste un’opzione diversa dal turbo-trumpismo ostentato per mesi, specialmente su un fronte che minaccia direttamente l’economia europea. Nonostante le divergenze passate, Meloni intende muoversi all’unisono con Merz, cercando di mediare tra le pressioni americane per un impegno immediato e la linea prudente degli E4, che invocano un cessate il fuoco solido.

