
Il caso dell’omicidio di Catherine Skerl, detta Katy, torna al centro dell’attenzione nell’ambito della più ampia inchiesta parlamentare sul cosiddetto caso Orlandi-Gregori, con nuovi elementi contenuti nel memoriale presentato dal fotografo e regista Marco Accetti. Le sue dichiarazioni, già al centro di indagini precedenti e successivamente archiviate, vengono oggi riproposte all’interno di un quadro investigativo che la Commissione parlamentare sta nuovamente analizzando.
Il documento, trasmesso alla Bicamerale, riapre una serie di ricostruzioni che intrecciano il delitto della studentessa 17enne, uccisa nel gennaio 1984 a Grottaferrata, con le vicende legate ai casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, alimentando una narrazione investigativa complessa e ancora oggetto di verifica.
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Nuovi elementi nel memoriale su Katy Skerl
Nel memoriale, Marco Accetti ripercorre una serie di circostanze relative al caso Skerl, sostenendo di aver fornito in passato elementi utili alle indagini e descrivendo presunti collegamenti tra la morte della ragazza e il contesto più ampio delle tensioni dell’epoca, anche in relazione agli equilibri internazionali della Guerra Fredda.
Tra i passaggi più controversi, viene richiamata la possibile esistenza di un collegamento tra il delitto e altre vicende giudiziarie legate al Vaticano, con ipotesi che restano tuttavia non confermate dagli atti ufficiali delle indagini.
Il memoriale viene ora esaminato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, che ha già ascoltato lo stesso Accetti in audizione nelle settimane precedenti, nell’ambito di un approfondimento sul suo ruolo nelle vicende Orlandi e Gregori.

L’audizione in Commissione e il ruolo dell’avvocata Chiovelli
Nel percorso istruttorio rientra anche la convocazione dell’avvocata Paola Chiovelli, legale della cugina di Katy Skerl, chiamata a riferire davanti alla Commissione nella giornata di giovedì 16 aprile. L’audizione si inserisce in una fase di analisi più ampia, che punta a chiarire eventuali connessioni tra i diversi casi oggetto dell’indagine parlamentare.
La Commissione sta infatti valutando una serie di documenti e testimonianze, con l’obiettivo di verificare la fondatezza delle ricostruzioni fornite nel tempo da Accetti e da altri soggetti coinvolti nelle indagini, comprese quelle relative ai possibili depistaggi o interferenze investigative.

Il nodo del caso Orlandi-Gregori e le ipotesi investigative
Uno degli elementi centrali riguarda il possibile collegamento tra il caso Skerl e le vicende di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, ipotesi che si inserisce nel filone più ampio delle cosiddette “Vatican connection”, da anni al centro di ricostruzioni investigative e mediatiche.
Accetti, nel suo memoriale, sostiene di aver avuto un ruolo in alcune dinamiche riconducibili a operazioni di ricatto e depistaggio, riferendo dettagli che vengono ora sottoposti a verifica da parte degli inquirenti parlamentari. Tuttavia, molte delle sue affermazioni restano oggetto di contestazione o non trovano riscontro definitivo negli atti giudiziari.
Un caso ancora aperto tra indagini e ricostruzioni
Il dossier sulla morte di Katy Skerl si inserisce quindi in un contesto ancora fortemente controverso, in cui elementi investigativi, testimonianze e ricostruzioni personali si intrecciano senza che sia stata raggiunta una verità giudiziaria pienamente condivisa.
La Commissione parlamentare continua il lavoro di analisi sui documenti acquisiti, mentre la posizione di Marco Accetti resta al centro del dibattito investigativo, tra dichiarazioni autoaccusatorie, ricostruzioni alternative e riscontri ancora in fase di verifica.
Il lavoro degli inquirenti punta ora a distinguere tra elementi concreti e ipotesi non supportate da riscontri oggettivi, in un’indagine che, a distanza di oltre quarant’anni, continua a sollevare interrogativi aperti sulla dinamica e sulle responsabilità del delitto.


