
È caccia alla banda di rapinatori professionisti che ha messo a segno una spettacolare rapina a Napoli, tenendo con il fiato sospeso l’intera città. Il colpo, avvenuto giovedì intorno a mezzogiorno, ha preso di mira una filiale di Credit Agricole nel quartiere Vomero, trasformandosi in un’azione degna di un film.
A rilanciare il caso è stato il Tg1, che sui propri canali social ha diffuso un video esclusivo: nelle immagini si vedono almeno tre uomini entrare nella banca con il volto coperto e cappelli calati sugli occhi, attraversando la porta scorrevole senza destare sospetti.
Le riprese mostrano anche un dettaglio chiave dell’operazione: uno dei componenti della banda blocca la porta di emergenza con una pesante sbarra, impedendone l’apertura e isolando di fatto l’interno della filiale. Un’azione studiata nei minimi particolari.
Secondo quanto emerso, i rapinatori sono poi fuggiti attraverso un tunnel sotterraneo, scavato nell’anticamera del caveau e collegato al sistema fognario. Un piano sofisticato che avrebbe richiesto settimane, se non mesi, di preparazione.
Le indagini dei carabinieri Napoli puntano su una banda composta da almeno sei-otto persone. Fondamentale anche il contributo del geologo Gianluca Minin, che ha realizzato una ricostruzione tridimensionale degli scavi per supportare gli investigatori.
Il bottino della rapina caveau appare ingente, anche se non ancora quantificato con precisione. Sarebbero circa quaranta le cassette di sicurezza svuotate, mentre molte altre sono state forzate ma trovate vuote.
Nella giornata successiva, decine di clienti si sono messi in fila davanti alla banca per denunciare i beni custoditi nelle cassette. La polizza standard prevede un rimborso massimo di 52mila euro, salvo accordi specifici.
La ricostruzione degli inquirenti indica che il colpo è iniziato con l’ingresso di tre uomini dall’accesso principale, mentre altri complici sono sbucati dal sottosuolo. In totale, almeno 25 persone tra clienti e dipendenti sono state trattenute all’interno, configurando un caso di sequestro di persona.
Nonostante l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, che hanno liberato gli ostaggi, i banditi erano già fuggiti attraverso le fogne. Le indagini proseguono senza sosta, mentre non si esclude la presenza di un basista interno e si ipotizzano i reati di rapina aggravata e sequestro.


