
A quasi vent’anni da uno dei delitti più discussi della cronaca italiana, il caso di Garlasco continua a far parlare e a dividere l’opinione pubblica. Era il 13 agosto 2007 quando la giovane Chiara Poggi venne trovata senza vita nella villetta di famiglia, un omicidio che sconvolse l’intero Paese e diede il via a una lunga e complessa vicenda giudiziaria. Nel corso degli anni, tra processi, ricorsi e nuove piste investigative, il nome di Alberto Stasi è rimasto al centro della scena, fino alla condanna definitiva.
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Eppure, nonostante una sentenza passata in giudicato, il caso non ha mai smesso di generare dubbi e nuove ipotesi. Tra queste, quella legata ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, finito nuovamente sotto la lente degli inquirenti negli ultimi anni. Una pista che ha riacceso il dibattito e portato a ulteriori accertamenti, tra perizie tecniche, analisi informatiche e nuove ricostruzioni della scena del crimine.

Garlasco, verso la chiusura delle indagini
Negli ultimi mesi, infatti, si è tornati a parlare con insistenza della posizione di Andrea Sempio, con gli investigatori impegnati a chiarire ogni dettaglio rimasto in sospeso. Il lavoro degli inquirenti si è concentrato su elementi tecnici, come impronte, movimenti e compatibilità temporali, nel tentativo di arrivare a una verità definitiva su quanto accaduto quella mattina d’estate.

Proprio nella giornata di oggi, lunedì 20 aprile 2026, durante la trasmissione Mattino Cinque, è intervenuto l’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, che ha fatto il punto sulla situazione. Il legale ha sottolineato come le indagini siano ormai in una fase avanzata, lasciando intendere che si sia vicini a una conclusione. Secondo quanto dichiarato, non emergerebbero elementi tali da sostenere un coinvolgimento del suo assistito, ribadendo con fermezza la sua estraneità ai fatti.

Le parole dell’avvocato hanno acceso nuovamente il dibattito mediatico, soprattutto per il riferimento a una possibile chiusura delle indagini ormai imminente. Cataliotti ha spiegato che il lavoro svolto finora avrebbe contribuito a fare maggiore chiarezza su molti aspetti controversi, ridimensionando alcune ricostruzioni circolate negli anni. Un passaggio che, inevitabilmente, riporta al centro una domanda fondamentale: chi ha davvero ucciso Chiara Poggi?
Nel frattempo, sui social la discussione è esplosa con centinaia di commenti e opinioni contrastanti. C’è chi scrive: “La verità deve venire fuori, dopo tutti questi anni lo dobbiamo a Chiara”, e chi invece si mostra più scettico: “Ogni volta sembra che siamo a un passo dalla soluzione, ma poi non cambia nulla”. Non mancano anche reazioni più dure: “È assurdo che dopo così tanto tempo non ci sia ancora chiarezza totale”, mentre altri utenti sottolineano: “Se stanno chiudendo le indagini, vuol dire che qualcosa di definitivo è emerso”.
Il clima resta quindi sospeso tra attesa e tensione, con una parte dell’opinione pubblica convinta che la verità sia ormai a un passo e un’altra che teme l’ennesimo punto interrogativo. Di certo, le dichiarazioni rilasciate oggi contribuiscono a rafforzare l’idea che questa lunga vicenda giudiziaria possa arrivare presto a una svolta decisiva.
Con la possibile chiusura delle indagini alle porte, il caso di Garlasco si avvicina a un momento cruciale. Dopo anni di dubbi, piste alternative e scontri tra accusa e difesa, la sensazione è che si stia arrivando a un punto di non ritorno. E mentre l’Italia resta con il fiato sospeso, cresce la speranza che, finalmente, la verità su quanto accaduto possa emergere in modo chiaro e definitivo.


