
Un sistema nascosto, fatto di relazioni, accessi privilegiati e attività difficili da tracciare, emerge lentamente dalle indagini. Un intreccio che coinvolgerebbe ambienti diversi tra loro, uniti da interessi convergenti e da una rete di contatti capace di muoversi al di fuori dei canali ufficiali. Una realtà parallela che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato nell’ombra per anni.
Le investigazioni stanno portando alla luce un quadro complesso, dove il confine tra attività lecite e pratiche abusive appare sempre più sfumato. Al centro dell’attenzione, una presunta struttura organizzata che avrebbe sfruttato conoscenze e posizioni strategiche per accedere a informazioni sensibili e gestire sistemi di intercettazione.
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Inchiesta a Roma sulla rete di spionaggio
La Procura di Roma ha avviato una serie di perquisizioni nell’ambito di un’indagine su una presunta rete di spionaggio abusivo attiva nella Capitale. Al centro dell’inchiesta figura la cosiddetta “Squadra Fiore”, ritenuta dagli investigatori una struttura parallela che avrebbe operato per anni come una vera e propria agenzia illegale di informazioni.
Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe potuto contare su legami diretti con componenti dei Servizi di intelligence, in particolare riferibili a una precedente gestione. Una rete che avrebbe consentito accessi privilegiati e la gestione di attività sensibili, anche attraverso il supporto di alcune aziende coinvolte.

Aziende e appalti sotto la lente
Tra i soggetti finiti sotto i riflettori compare la società Maticmind, fondata dall’imprenditore Carmine Saladino, che avrebbe avuto un ruolo nelle dinamiche oggetto di indagine. Secondo quanto emerge, alcune imprese considerate vicine al sistema avrebbero beneficiato di canali facilitati negli appalti, gestendo anche centrali di ascolto.
Le verifiche in corso mirano a chiarire il livello di coinvolgimento delle società e a ricostruire eventuali flussi operativi e relazioni che avrebbero sostenuto l’attività della presunta rete.
Il ruolo degli ex vertici dell’intelligence
L’inchiesta coinvolge anche figure legate ai vertici dei servizi di sicurezza. In particolare, l’attenzione si concentra su Giuseppe Del Deo, già numero due dell’Aisi, che ha lasciato l’incarico lo scorso anno con un pensionamento anticipato.
Attualmente dirigente di Cerved, la sua posizione è al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando eventuali collegamenti con le attività contestate alla presunta struttura.

Indagati e collegamenti con altre reti
Tra gli indagati figura anche Samuele Calamucci, esperto informatico già associato alla realtà denominata Equalize. Gli investigatori stanno approfondendo i possibili collegamenti tra le due strutture, evidenziando punti di contatto che potrebbero delineare un sistema più ampio e articolato.
L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Stefano Pesci, insieme ai pubblici ministeri Vittorio Bonfanti e Alessia Natale, impegnati nella ricostruzione di una vicenda che presenta ancora numerosi aspetti da chiarire.
Un sistema da ricostruire
Il quadro che emerge è quello di una presunta rete organizzata di spionaggio, capace di operare grazie a relazioni interne alle istituzioni e al supporto di soggetti privati. Le perquisizioni in corso rappresentano un passaggio fondamentale per raccogliere elementi utili a delineare responsabilità e dinamiche operative.
Resta ora il lavoro degli inquirenti per verificare l’effettiva portata del sistema e stabilire se la “Squadra Fiore” abbia realmente agito come una struttura parallela, incidendo su ambiti sensibili attraverso attività illecite protratte nel tempo.


