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“Sono incinta. Il figlio è di…”. Party con escort e calciatori, le intercettazioni bomba

Pubblicato: 21/04/2026 13:47

Un sistema costruito nel tempo, fatto di contatti, appuntamenti esclusivi e richieste sempre più specifiche. Dietro l’apparenza di eventi privati e serate di lusso, si muoveva una rete organizzata capace di gestire clienti facoltosi, location prestigiose e una logistica articolata. È in questo contesto che prende forma l’inchiesta che ha portato alla luce un presunto giro di sfruttamento della prostituzione nel cuore della movida.

Le indagini hanno svelato un meccanismo strutturato, in cui ogni elemento sembrava avere un ruolo preciso: dalla selezione delle ragazze alla gestione dei contatti con i clienti, fino all’organizzazione delle serate nei locali più esclusivi. Un’attività che, secondo gli investigatori, avrebbe generato un volume d’affari significativo.
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Arresti e accuse nell’inchiesta di Milano

Al centro dell’indagine della procura di Milano, eseguita dalla Guardia di Finanza, ci sono Deborah Ronchi e Emanuele Buttini, conviventi e responsabili dell’agenzia “Ma.De”. Insieme a loro, sono stati posti agli arresti domiciliari anche Alessio Salamone e Luan Fraga.

Le accuse contestate sono di sfruttamento della prostituzione e autoriciclaggio, in un’inchiesta che descrive un sistema organizzato attorno a eventi privati, feste e serate frequentate da clienti facoltosi, tra cui professionisti e calciatori.

Le intercettazioni e l’organizzazione delle serate

Nell’ordinanza firmata dalla gip Chiara Valori emergono numerose intercettazioni che delineano il funzionamento interno dell’attività. Frasi dirette e prive di ambiguità raccontano le richieste dei clienti e la risposta degli organizzatori: “Vuole una tipa da sc…a pagamento, tua la riesci a trovare una?”. “Gli mando la brasiliana”.

Le conversazioni mostrano anche la preparazione logistica delle serate: “Amo ci servono i palloncini”, riferimento all’utilizzo di gas esilarante, e la gestione dei pagamenti: “Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare tra sabato e domenica”; “allora, 1000 da…”.

L’obiettivo, secondo quanto emerge, era garantire la presenza di ragazze disponibili nei privé dei locali: “Abbiamo ragazze o no?”. “Eh si stasera ne abbiamo un po’”. Oppure: “Siamo anche un po’ corti di donne in serata”. “Va bene, dai , cerchiamo di tirare 6 o 7 donne”. Fino a richieste esplicite: “Serve qualcuna che…qualche calciatore ci sarà eh, mi serve qualcuna che li acchiappa”. “Servono 2 o 3 sveglie però”.

Il sistema delle ragazze e i guadagni

Secondo gli atti dell’indagine, le ragazze venivano ospitate in un appartamento a Cinisello Balsamo, utilizzato come base operativa. Da lì venivano poi impiegate nelle serate organizzate dall’agenzia. “Ora sono sempre in ansia perché devo sempre trovare ragazze, fare amicizia, invitarle… sennò si incazzano!”, racconta uno degli indagati.

I compensi per le giovani oscillavano tra i 70 e i 100 euro a serata, con possibili incrementi legati ai servizi offerti. I clienti, invece, pagavano cifre molto più elevate: “L’altra volta ho fatto un tavolo di un…calciatore, ha speso tremila. Sì, tremila e qualcosa, e io una sera ho fatto quattrocento euro”.

Il giro d’affari ricostruito dagli investigatori supera il milione di euro, con circa 200 mila euro attribuiti ai soli clienti legati al mondo del calcio.

Le testimonianze e la denuncia

L’inchiesta prende avvio dalla denuncia di una donna, che ha raccontato di aver vissuto all’interno dell’appartamento utilizzato come base operativa. Secondo il suo racconto, all’interno della struttura venivano organizzati eventi con escort, rivolti a una clientela selezionata.

Le intercettazioni confermano il coinvolgimento diretto delle ragazze: “Amo ci servono i palloncini”, “Ok ti mando qualcuno”. E ancora: “Ti dico una cosa, ma non dirla a nessuno. Ho appena fatto il test e sono incinta…da più di tre settimane. Quindi è di…”.

Un’altra conversazione evidenzia il tipo di richieste: “C’è un mio amico pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa da scopare a pagamento. Tu la riesci a trovare una?”. “Gli mando la brasiliana”. “Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey”.

Un quadro definito “grave e allarmante”

Per la gip, il quadro emerso è “grave e allarmante”. L’attività, secondo quanto riportato negli atti, sarebbe stata gestita in modo organizzato e professionale, con ruoli ben definiti, contatti con locali della movida milanese e relazioni dirette con clienti facoltosi.

La presenza di una struttura stabile, mezzi per il trasporto delle ragazze e una rete consolidata di contatti rappresentano, per gli inquirenti, elementi che delineano un sistema strutturato e continuativo. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare le responsabilità degli indagati.

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Ultimo Aggiornamento: 21/04/2026 13:48

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