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Meloni: “Il Dl sicurezza non è un pasticcio, norma ad hoc dopo i rilievi del Colle”

Pubblicato: 21/04/2026 13:24

Il decreto sicurezza va avanti senza arretramenti nella sostanza, anche dopo i rilievi tecnici arrivati dal Quirinale e dagli ambienti legali. A chiarire la linea è direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che rivendica la scelta del governo e annuncia un percorso alternativo per superare gli ostacoli procedurali. “Non considero un pasticcio quello che è accaduto”, spiega, sottolineando che il lavoro è stato fatto “raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati”.

Il punto, però, è politico prima ancora che tecnico. “Trasformeremo quei rilievi in un procedimento ad hoc”, aggiunge Meloni, chiarendo che la modifica non nasce da un ripensamento ma da una necessità di tempi: “Non c’erano margini sulla conversione del decreto per approvare la norma”. E subito dopo la linea viene ribadita con nettezza: “La norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso”.

Il nodo del patrocinio e lo scontro con le opposizioni

Nel merito, la presidente del Consiglio entra nel cuore della polemica, puntando sul tema del gratuito patrocinio. “Francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni”, afferma, marcando una distanza politica evidente. Il ragionamento è diretto: “Non mi è chiara la ragione per la quale noi, che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato”. Una posizione che il governo presenta come una questione di coerenza. Se lo Stato sostiene economicamente il contenzioso, deve sostenere anche il percorso volontario. “Non è chiaro”, insiste Meloni, lasciando intendere che la critica dell’opposizione manchi di una base logica solida.

Rimpatri volontari e linea europea

Sul piano più ampio, la presidente del Consiglio richiama il quadro europeo. “Sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo”, afferma, indicando uno dei pilastri della strategia migratoria. Non solo: “È uno strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti, è uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare”. Il messaggio politico è chiaro: la norma non rappresenta una deviazione, ma un rafforzamento di una linea già condivisa a livello comunitario. “Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo”, conclude Meloni, trasformando il confronto tecnico in un terreno di scontro politico più ampio. Il decreto sicurezza, dunque, prosegue il suo iter con una doppia traiettoria: da un lato la conferma dell’impianto, dall’altro la correzione formale attraverso un nuovo provvedimento. Una strategia che punta a evitare lo scontro istituzionale senza rinunciare al contenuto, mentre il confronto con le opposizioni resta aperto.

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Ultimo Aggiornamento: 21/04/2026 13:48

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