
Lo scontro politico sulla Russia torna ad accendersi con toni particolarmente duri. A intervenire è stato il leader di Azione, Carlo Calenda, che durante la trasmissione Tagadà su La7 ha rivolto accuse pesanti nei confronti di Matteo Salvini, chiamando in causa anche la posizione dell’attuale governo guidato da Giorgia Meloni.
Al centro del dibattito le recenti dichiarazioni del propagandista russo Vladimir Solovyev, figura ritenuta vicina al Cremlino, che nei giorni scorsi aveva rivolto insulti ad alcuni esponenti politici italiani. Un episodio che ha riacceso il confronto interno sul rapporto tra Italia e Russia, ma soprattutto sulle reazioni della politica nazionale.
Le parole di Calenda: “Salvini è un traditore della patria”
Nel suo intervento televisivo, Calenda ha scelto parole particolarmente nette. Secondo il leader di Azione, non sarebbe tanto il contenuto degli attacchi provenienti dalla Russia a colpirlo, quanto piuttosto la risposta – o la mancata risposta – di alcuni esponenti italiani.
Calenda ha infatti dichiarato che Solovyev non rappresenta una voce isolata, ma un vero e proprio “portavoce del Cremlino”, inserito stabilmente nel sistema politico e mediatico russo. Per questo motivo, a suo giudizio, gli attacchi non possono essere considerati semplici opinioni personali.
Il bersaglio principale delle critiche è stato però Salvini, accusato di non aver difeso con sufficiente fermezza la presidente del Consiglio. Calenda ha parlato apertamente di “tradimento della patria”, aggiungendo che il leader della Lega non avrebbe avuto il coraggio di prendere posizione in modo chiaro contro le dichiarazioni provenienti dalla Russia. Nello stesso intervento è stato citato anche Roberto Vannacci, inserito da Calenda nello stesso quadro critico.
Il nodo politico: rapporti con la Russia e tensioni nella maggioranza
Le parole di Calenda si inseriscono in un contesto politico già segnato da tensioni sul tema dei rapporti con Mosca. Il riferimento al possibile ritorno all’acquisto di gas russo, evocato più volte nel dibattito pubblico, è uno dei punti su cui si concentra la polemica.
Secondo Calenda, continuare a mantenere aperture verso la Russia in un momento di forte contrapposizione internazionale rappresenterebbe una posizione incoerente, soprattutto alla luce degli attacchi rivolti alle istituzioni italiane.
Le critiche non si fermano però a Salvini. Il leader di Azione ha infatti sottolineato come anche la stessa Meloni si trovi in una posizione delicata, dovendo gestire alleati con orientamenti diversi su un tema così sensibile. L’idea espressa è che la presenza di posizioni divergenti all’interno della maggioranza possa rappresentare un elemento di fragilità politica.
Un confronto destinato a proseguire
L’intervento televisivo riaccende quindi un confronto che va oltre le singole dichiarazioni e tocca questioni più ampie: il posizionamento internazionale dell’Italia, la coesione della maggioranza e il ruolo dei leader politici nel definire una linea condivisa.
Il linguaggio utilizzato da Calenda evidenzia un clima politico sempre più polarizzato, in cui le accuse personali si intrecciano con temi di politica estera. Un terreno su cui, con ogni probabilità, il confronto è destinato a proseguire nei prossimi giorni.


