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“Mai così in basso”. Sondaggi, numeri che spiazzano tutti: chi va a picco e chi sorride

Pubblicato: 22/04/2026 07:24

I dati aggregati dell’ultima settimana, costruiti mettendo insieme le rilevazioni di diversi istituti, offrono una lettura più solida rispetto alle singole fotografie. È nella media, infatti, che si colgono le vere tendenze del consenso, e tra il 12 e il 18 aprile il segnale è chiaro: un leggero arretramento complessivo, con un impatto più evidente sul fronte del centrodestra.

Il calo non è improvviso né drammatico, ma si inserisce in una fase già in movimento dopo il recente referendum sulla giustizia e in un contesto politico ed economico che continua a influenzare l’opinione pubblica. Più che scosse improvvise, si osservano piccoli aggiustamenti che, sommati, iniziano a ridisegnare i rapporti di forza.

Il dato più significativo riguarda Fratelli d’Italia, che scende al 28,2%, uno dei livelli più bassi registrati negli ultimi due anni. Non si tratta di un crollo, ma di una discesa graduale che riduce il vantaggio accumulato nel tempo e segnala una possibile fase di assestamento.

All’interno della stessa coalizione, arretra anche Forza Italia, che si attesta all’8,2%. In controtendenza invece Lega, che recupera terreno e risale al 7,3%, senza però riuscire a compensare le perdite complessive dell’area.

Nel centrodestra si registra anche la crescita di Futuro Nazionale, che raggiunge il 3,7%, il dato più alto finora. Un segnale ancora da consolidare, ma che potrebbe incidere sugli equilibri interni se dovesse stabilizzarsi.

Sul fronte opposto, il quadro appare più articolato. Il Partito Democratico sale al 22,3%, toccando il livello più alto degli ultimi mesi, mentre il Movimento 5 Stelle cresce al 12,7%, confermando un trend positivo per il campo progressista.

Non tutta l’area però si muove nella stessa direzione. Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,2%, uno dei valori più bassi degli ultimi mesi. Una flessione che rende la crescita del centrosinistra meno uniforme e più frammentata.

Più stabile invece l’area centrista. Italia Viva resta al 2,6%, Azione si mantiene intorno al 3%, mentre +Europa arretra leggermente all’1,5%, senza però modificare in modo significativo il quadro complessivo.

Nel complesso, più dei numeri puntuali conta la direzione del movimento: la distanza tra le aree politiche si sta progressivamente riducendo e il quadro appare sempre meno prevedibile. Una fase fluida, in cui le dinamiche elettorali restano aperte e suscettibili a ulteriori cambiamenti nelle prossime settimane.

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