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Garlasco, colpo di scena su Stasi: “Scoperto perché è innocente”. Ora è tutto chiaro

Pubblicato: 25/04/2026 08:33

A distanza di anni, il delitto di Garlasco torna al centro della scena giudiziaria con un possibile colpo di scena destinato a riaprire uno dei casi più discussi della cronaca italiana. Una vicenda che sembrava chiusa da una sentenza definitiva potrebbe ora essere rimessa in discussione.

Al centro, non solo nuove ipotesi investigative, ma anche la possibilità concreta di correggere quello che viene considerato un possibile errore giudiziario.

La Procura di Pavia si muove infatti verso la revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi, ritenuto responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi e oggi prossimo a terminare di scontare una pena di 16 anni di carcere.

L’incontro tra le procure

Il quadro emerge dopo il vertice tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, la vice Lucilla Tontodonati e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone.

Un confronto decisivo per valutare gli sviluppi della nuova inchiesta, avviata da oltre un anno e coordinata insieme all’aggiunto Stefano Civardi e alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza.

La nuova pista investigativa

Le indagini, rilanciate anche su impulso della difesa di Stasi, hanno portato a nuovi accertamenti, in particolare sul DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima.

Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, con un’ipotesi iniziale di concorso nell’omicidio insieme allo stesso Stasi e ad altri soggetti.

Secondo le ricostruzioni investigative più recenti, lo scenario potrebbe essere diverso da quello sancito dalla sentenza definitiva del 2015: la mattina del 13 agosto 2007, nella villetta di Garlasco, Stasi potrebbe non essere stato presente.

Il nodo della revisione

Prima di procedere oltre, però, si impone una questione giuridica cruciale: la necessità di avviare una revisione del processo per Stasi.

Un passaggio indispensabile per eliminare la sua posizione dalle imputazioni e consentire un eventuale nuovo percorso giudiziario.

La Procura generale di Milano dovrà ora esaminare nel dettaglio gli atti:

  • l’informativa finale dei carabinieri
  • le consulenze tecniche
  • le analisi su impronte e tracce biologiche

Un lavoro che, come sottolineato dalla stessa Nanni, “non sarà né veloce né semplice”.

Le prove e i limiti

Tra gli elementi più rilevanti c’è la perizia genetica coordinata da Denise Albani, che indica una compatibilità tra il DNA e la linea paterna di Sempio, definita “moderatamente forte” o “moderata”.

Un dato che, tuttavia, non costituisce una prova definitiva.

I prossimi passi

Solo dopo un’analisi approfondita, la Procura generale deciderà se avanzare una richiesta di revisione, che dovrà passare:

  • dalla Corte d’Appello
  • e successivamente dalla Cassazione

Un iter lungo e complesso, che potrebbe rallentare anche il procedimento a carico di Sempio.

Resta quindi aperta la possibilità di una svolta, ma senza certezze immediate. Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, continua a interrogare la giustizia e a dividere l’opinione pubblica.

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Ultimo Aggiornamento: 25/04/2026 08:38

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