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Avvistato squalo in Italia, non è un caso isolato: “Preparatevi all’estate”. Come comportarsi

Pubblicato: 28/04/2026 11:22

Ci sono incontri che, sebbene radicati in dinamiche naturali millenarie, scuotono profondamente la percezione di chi si trova a vivere la quotidianità delle nostre coste. Quando il confine tra l’ambiente antropizzato e la natura più selvaggia si assottiglia, l’emozione si mescola rapidamente a un senso di istintiva cautela, sollevando interrogativi su quanto realmente conosciamo degli ecosistemi che ci circondano. Non è solo una questione di stupore visivo, ma di una complessa interazione tra specie diverse che condividono lo stesso spazio vitale. In queste ore, la curiosità scientifica e la cronaca si intrecciano per offrire una lettura più consapevole di fenomeni che, pur apparendo straordinari agli occhi dei non addetti ai lavori, raccontano molto della salute e dei movimenti migratori dei grandi abitanti del mare. Capire le ragioni dietro certi comportamenti insoliti diventa fondamentale per trasformare il timore in rispetto, garantendo che la convivenza tra l’uomo e le creature marine resti in un equilibrio di reciproca sicurezza, lontano da allarmismi ingiustificati ma con la dovuta attenzione che ogni evento eccezionale merita di ricevere.

La verdesca a Terracina: identikit di un predatore solitario

Domenica scorsa, 26 aprile, un avvistamento ha sorpreso i bagnanti a Terracina: un esemplare di squalo verdesca ha nuotato non lontano dalla riva, rendendosi visibile grazie alla pinna che spuntava dalla superficie dell’acqua. Per approfondire la natura di questo ospite, la biologa marina Gabriella Motta ha illustrato le caratteristiche della specie Prionace glauca Linnaeus. La verdesca è un pesce cartilagineo che «si riconosce facilmente per il colore blu intenso e la forma molto snella», potendo raggiungere una lunghezza massima di 383 centimetri. Sebbene sia una specie pelagica, abituata al mare aperto, può avvicinarsi alla costa durante la notte. È un migratore solitario che si nutre principalmente di calamari e piccoli pesci, ma che può concentrarsi in grandi numeri se attirato da abbondanti banchi di prede.

Nonostante l’impatto visivo, il dibattito sulla sua aggressività è sfumato. Alessandro De Maddalena, tra i massimi esperti mondiali, nel suo testo “Squali del Mar Mediterraneo” descrive la verdesca come «pericolosa nel suo libro… pericolosa da intendere probabilmente come pericolo potenziale, a causa della dentatura e delle dimensioni». Tuttavia, Motta specifica che quando l’animale incontra i subacquei «non mostra alcun comportamento aggressivo». Al contrario, è proprio l’uomo a rappresentare una minaccia letale per questa specie, oggetto di una pesca intensiva.

Avvistamenti sottocosta: come comportarsi

La presenza di una verdesca nel Tirreno non è un’anomalia, trattandosi di una specie cosmopolita presente anche negli oceani Indiano e Pacifico. Tuttavia, vederla a riva in pieno giorno resta insolito. La biologa suggerisce che l’animale «potrebbe essere ferito e disorientato, potrebbe avere inseguito prede», ricordando che l’avvicinamento alla costa avviene solitamente per il parto, essendo una specie «vivipara placentale, come noi!». In ogni caso, è fondamentale monitorare se il predatore riesca a riconquistare il largo in autonomia. Per quanto riguarda le procedure di sicurezza, il consiglio è di contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero di emergenza 1530, evitando qualsiasi tipo di interazione diretta che possa spaventare o ferire ulteriormente l’animale.

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