Vai al contenuto

“Non torna nulla”. Il perito dei Poggi affonda l’inchiesta su Garlasco: la verità ora vacilla

Pubblicato: 01/05/2026 07:43

C’è un elemento che, più di tutti, emerge nelle ultime ore sul caso Garlasco: lo scetticismo. Non solo tra gli osservatori, ma soprattutto da parte di chi, in questa vicenda, ha pagato il prezzo più alto. I genitori di Chiara Poggi, Rita Preda e Giuseppe Poggi, continuano a mantenere una linea chiara, netta, che negli anni non è mai cambiata: la verità sull’omicidio della figlia è quella stabilita dalla sentenza definitiva del 2015, che ha condannato Alberto Stasi.

Eppure qualcosa si muove. Le nuove ipotesi investigative della Procura di Pavia, che vedono Andrea Sempio come possibile autore del delitto, stanno inevitabilmente riaprendo ferite mai rimarginate. I Poggi, pur travolti da ogni nuova ondata mediatica e giudiziaria, hanno scelto un atteggiamento diverso rispetto al passato: osservano, ascoltano, si confrontano con i legali. Ma senza arretrare di un passo.

La posizione è condivisa anche dagli avvocati della famiglia, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, che parlano apertamente di una ricostruzione poco credibile. “È un’ipotesi irreale, che sembra costruita a tavolino senza tenere conto dei dati già noti”, afferma Compagna, riferendosi all’impianto accusatorio che riguarda Sempio. Una linea dura, che punta a smontare alla base il nuovo filone investigativo, considerato privo di riscontri solidi rispetto a quanto già accertato nei precedenti gradi di giudizio.

Il punto, però, è che questa volta le contestazioni non arrivano solo dal piano legale, ma anche da quello tecnico. A intervenire è infatti il criminalista Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, che entra nel merito della ricostruzione proposta dalla Procura. E lo fa con parole che pesano.

Secondo Redaelli, la dinamica ipotizzata dagli inquirenti presenta diversi elementi incompatibili con la scena del crimine così come documentata all’epoca dai carabinieri e dai Ris di Parma. Il riferimento è in particolare alla descrizione della fase dell’aggressione e del trasporto del corpo.

La Procura ipotizza che il corpo sia stato spinto lungo le scale della cantina. Ma, osserva il consulente, sui primi gradini sono presenti soltanto gocciolature e non tracce di trascinamento, un dettaglio che, se confermato, metterebbe in discussione l’intera dinamica. Allo stesso modo, la violenza dei colpi descritta nel capo d’imputazione — quattro o cinque fendenti tali da provocare una frattura cranica ampia — non troverebbe un riscontro coerente nelle tracce ematiche rilevate lungo il percorso.

“Non si riscontrano tracce di sangue compatibili con un’azione di quel tipo, né schizzi significativi che indichino un movimento violento del corpo contundente”, sottolinea Redaelli. Un’analisi che, pur mantenendo un approccio prudente, introduce dubbi concreti sulla solidità della ricostruzione accusatoria.

La conclusione, per ora, resta sospesa: “Ho diversi dubbi sulla ricostruzione, ma è necessario vedere tutto il materiale investigativo raccolto dalla Procura”. Una posizione che invita alla cautela, ma che allo stesso tempo evidenzia crepe evidenti nel nuovo impianto investigativo.

Intanto, sullo sfondo, resta il dolore della famiglia Poggi. Negli anni, ogni riapertura del caso è stata vissuta come un ritorno all’incubo. Quando nel 2025 le indagini furono riattivate, i genitori di Chiara non nascosero la loro stanchezza: “Siamo stanchi di questo calvario”.

Oggi, con nuove ipotesi e nuovi nomi al centro dell’attenzione, quella sensazione sembra tornare. Ma insieme a una convinzione che, almeno per loro, non è mai cambiata: la verità è già stata scritta. E tutto il resto, per ora, resta sotto accusa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 01/05/2026 07:58

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure