
Proseguono senza sosta le indagini sul duplice omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, morte dopo essere state avvelenate con la ricina. La procura ha disposto un nuovo passaggio investigativo ritenuto cruciale, con l’obiettivo di approfondire ogni elemento utile a ricostruire quanto accaduto. L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sui dispositivi elettronici delle due vittime, considerati potenzialmente fondamentali per chiarire contatti, comunicazioni e dinamiche precedenti al decesso.
L’intervento è stato programmato per la mattina di lunedì 4 maggio, quando gli specialisti della Polizia Scientifica torneranno nell’abitazione della famiglia a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Si tratta di un’operazione delicata, che sarà condotta seguendo protocolli rigorosi per garantire l’integrità dei luoghi già sottoposti a sequestro. L’obiettivo è acquisire ogni dispositivo utile senza compromettere eventuali tracce ancora presenti.
L’operazione della Scientifica e la copia forense
Durante l’attività, verranno rimossi temporaneamente i sigilli dell’abitazione per consentire il recupero di cellulari, computer, tablet e supporti digitali appartenuti alle due donne. Una volta concluso il prelievo, i sigilli saranno nuovamente apposti, mentre tutte le fasi dell’operazione verranno documentate attraverso riprese video. Questo passaggio è ritenuto essenziale per garantire la tracciabilità e la correttezza delle procedure investigative.
I dispositivi raccolti saranno poi trasferiti al laboratorio digitale della procura di Campobasso, dove verranno sottoposti a copia forense. Si tratta di una tecnica che consente di duplicare integralmente i dati contenuti nei supporti elettronici, preservandone il valore probatorio. Le analisi successive, che saranno disposte con un ulteriore atto, potrebbero offrire nuovi elementi utili per l’inchiesta.
Le disposizioni della procura e la presenza delle parti
La decisione è stata presa dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che coordina l’indagine per omicidio premeditato. La comunicazione è stata inviata sia agli indagati, tra cui figurano cinque medici, sia ai familiari delle vittime, riconosciuti come parti offese. A ciascun soggetto coinvolto sarà consentita la presenza di un solo rappresentante durante le operazioni.
Per accedere all’abitazione, sarà necessario adottare tutte le misure di protezione previste, al fine di evitare qualsiasi rischio di contaminazione della scena. L’uso di equipaggiamenti adeguati è infatti obbligatorio per garantire la validità degli accertamenti. Gli investigatori puntano ora sui dati digitali per fare luce su uno dei casi più complessi degli ultimi mesi.


