Vai al contenuto

Iran, la premio Nobel Narges Mohammadi in ospedale dopo due svenimenti: cresce l’allarme per la sua vita

Pubblicato: 02/05/2026 19:21

Le condizioni di salute di Narges Mohammadi tornano al centro dell’attenzione internazionale dopo un improvviso peggioramento avvenuto durante la detenzione. L’attivista iraniana, insignita del Premio Nobel per la Pace, è stata trasferita d’urgenza in ospedale dopo aver perso conoscenza due volte nel giro di poche ore. Una situazione che ha fatto scattare nuove preoccupazioni tra familiari, legali e organizzazioni per i diritti umani, che da tempo denunciano il suo stato fisico già compromesso.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe accusato gravi cali di pressione, dolori al petto e sintomi compatibili con una crisi neurologica. Il quadro clinico sarebbe peggiorato rapidamente, rendendo necessario l’intervento dei medici e il successivo ricovero. La vicenda riaccende i riflettori sulle condizioni dei detenuti politici in Iran e sulle difficoltà nell’accesso a cure mediche adeguate.

Il peggioramento in carcere e il ricovero urgente

L’episodio si è verificato nel carcere di Zanjan, dove Mohammadi è detenuta da circa 140 giorni. Nei giorni precedenti al ricovero, l’attivista avrebbe manifestato fluttuazioni estreme della pressione sanguigna e un crescente malessere generale. Dopo un primo svenimento, sarebbe stata soccorsa nell’ambulatorio interno della prigione, dove le è stato proposto il trasferimento in ospedale.

La proposta sarebbe stata inizialmente rifiutata dalla stessa Mohammadi, che avrebbe chiesto di essere affidata ai medici che la seguono da anni e che conoscono nel dettaglio la sua storia clinica. Tuttavia, poche ore dopo, un secondo episodio di perdita di coscienza ha reso inevitabile il ricovero. A quel punto, secondo quanto riferito dal suo avvocato, un neurologo avrebbe disposto il trasferimento urgente, indicando le condizioni neurologiche come prioritarie rispetto ai problemi cardiaci già noti.

Il deterioramento della salute dell’attivista viene collegato anche ai maltrattamenti subiti in carcere, denunciati nei mesi scorsi dal marito. Le accuse parlano di violenze fisiche e condizioni di detenzione che avrebbero contribuito a indebolire ulteriormente il suo stato fisico.

Le pressioni internazionali e l’allarme per la vita

La Fondazione che porta il nome di Narges Mohammadi ha definito il ricovero una “misura tardiva e disperata”, sostenendo che da settimane venivano richieste cure mediche adeguate. Secondo quanto riferito, una commissione sanitaria aveva già raccomandato la sospensione temporanea della pena per permettere le cure, ma la decisione sarebbe rimasta bloccata in attesa dell’autorizzazione delle autorità.

L’attenzione sulla vicenda è cresciuta rapidamente a livello internazionale. Il Comitato per il Premio Nobel ha lanciato un appello urgente chiedendo che l’attivista venga trasferita in una struttura specializzata a Teheran, dove possa essere seguita dal suo team medico di fiducia. Il messaggio è chiaro: senza cure adeguate, la sua vita è in pericolo.

Le organizzazioni per i diritti umani ribadiscono che Mohammadi è detenuta esclusivamente per le sue attività pacifiche e per il suo impegno civile. La sua condizione attuale viene vista come un simbolo delle difficoltà affrontate da chi si oppone al sistema, mentre cresce la pressione affinché le autorità iraniane garantiscano un accesso immediato a cure adeguate e il rispetto dei diritti fondamentali.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure