
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi torna all’attacco del governo guidato da Giorgia Meloni, intervenendo sui social con un messaggio che punta dritto ai risultati economici dell’esecutivo. Il punto di partenza è un dato politico: la durata del governo, ormai tra le più lunghe della storia recente. Un elemento che, secondo Renzi, rappresenta sì un valore, ma anche una responsabilità.
L’ex presidente del Consiglio riconosce infatti la stabilità dell’esecutivo, definendola un fattore positivo per il Paese. Ma proprio questa continuità, sottolinea, rende più difficile attribuire eventuali criticità a governi precedenti. “Il governo Meloni è il secondo esecutivo per longevità”, osserva, aggiungendo che, a questo punto, le responsabilità della situazione attuale non possono più essere scaricate su chi c’era prima.
L’attacco su tasse, debito e salari
Nel suo intervento, Renzi entra nel merito dei principali indicatori economici, puntando il dito contro l’andamento di pressione fiscale, debito pubblico e potere d’acquisto. Secondo il leader di Italia Viva, se questi parametri peggiorano, la responsabilità ricade inevitabilmente sull’attuale maggioranza.
L’accusa più netta riguarda quella che definisce una mancanza di riforme strutturali. “La stabilità senza riforme ha un nome: immobilismo”, scrive, indicando il rischio che la lunga durata del governo non si traduca in risultati concreti per cittadini e imprese. Un giudizio che apre già la prospettiva del prossimo confronto elettorale.
Il Governo Meloni è il secondo esecutivo per longevità. La stabilità è un valore per il Paese: complimenti per la durata. Visto il record, tuttavia, nessuno avrà dubbi sulle responsabilità della situazione. Se aumentano pressione fiscale e il debito pubblico e se crollano…
— Matteo Renzi (@matteorenzi) May 2, 2026
La sfida al 2027: “State meglio o peggio?”
Lo sguardo di Renzi si sposta infatti al futuro, in particolare alle elezioni del 2027, che a suo avviso si giocheranno su temi concreti come stipendi e tasse, più che su questioni ideologiche. La longevità del governo, in questa chiave, diventa un elemento centrale del giudizio politico.
La domanda finale posta dal leader di Italia Viva è diretta e punta a coinvolgere l’opinione pubblica: “State meglio o peggio di quattro anni fa?”. Un interrogativo che sintetizza la sua critica e che mira a trasformare la durata del governo da punto di forza a possibile elemento di debolezza nel confronto politico.


