
Il quadro meteorologico torna a cambiare sul bacino del Mediterraneo dopo una fase dominata da condizioni più stabili. L’evoluzione atmosferica delle prossime ore segna infatti un progressivo arretramento dell’alta pressione, lasciando spazio a infiltrazioni instabili che iniziano a interessare in particolare le regioni occidentali italiane.
Si tratta di una fase di transizione tipica della stagione, in cui masse d’aria differenti entrano in conflitto, favorendo la formazione di fenomeni localizzati ma talvolta intensi. Una dinamica che, pur non configurando un peggioramento diffuso e duraturo, richiede attenzione per la possibile rapidità con cui i fenomeni possono svilupparsi.
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Instabilità in aumento sul Mediterraneo
La giornata di lunedì 4 maggio 2026 è caratterizzata da un progressivo indebolimento dell’anticiclone subtropicale, messo in difficoltà dall’avvicinarsi di una saccatura in discesa tra Francia e Penisola Iberica. Questo assetto sta favorendo un incremento dell’instabilità atmosferica, soprattutto sul Mediterraneo occidentale, nella seconda parte della giornata.
Secondo le analisi del servizio PRETEMP, i flussi in quota si disporranno da sud-ovest, mentre al suolo prevarranno correnti da sud-sudest. Una configurazione che contribuisce a innescare condizioni favorevoli allo sviluppo di rovesci e temporali sparsi.

Le aree a rischio temporali
Dopo una mattinata generalmente stabile, nel pomeriggio sono attesi i primi fenomeni temporaleschi tra Sardegna e Corsica, destinati poi a estendersi verso sera alla Toscana occidentale, alla Liguria e al Piemonte meridionale.
In queste aree è stato emesso un livello 0 di pericolosità, che segnala un rischio contenuto ma non trascurabile, soprattutto per la possibilità di piogge intense e concentrate in brevi intervalli di tempo. Un elemento che aumenta il potenziale di criticità locale, pur in un contesto atmosferico non particolarmente energetico.
Il quadro atmosferico secondo PRETEMP
Nel bollettino diffuso da PRETEMP, viene evidenziato come i valori di energia potenziale disponibile (CAPE) risultino generalmente bassi, inferiori ai 500 J/kg, mentre il Lifted Index (LI) si manterrà su valori neutri o localmente positivi. Questo indica una limitata predisposizione allo sviluppo di temporali organizzati e persistenti.
Anche il wind shear, compreso tra 15 e 20 m/s, insieme a valori di SREH 0-3 km attorno ai 100 m²/s², suggerisce una struttura atmosferica non particolarmente favorevole a fenomeni intensi e duraturi. Tuttavia, resta presente la possibilità di celle convettive isolate.

Fenomeni brevi ma localmente intensi
Il quadro complessivo delineato dagli esperti indica quindi una situazione caratterizzata da temporali di breve durata, generalmente compresi tra 30 e 60 minuti, ma potenzialmente in grado di generare precipitazioni intense e improvvise.
La bassa organizzazione della convezione rende poco probabile lo sviluppo di sistemi temporaleschi estesi, ma non esclude episodi localizzati di forte intensità, soprattutto nelle aree esposte al transito delle celle.
Una fase meteorologica quindi dinamica, che segna il ritorno dell’instabilità su parte del territorio italiano e che sarà monitorata nel corso della giornata per l’evoluzione dei fenomeni.


