
Andrea Sempio si presenterà mercoledì 6 maggio 2026 davanti ai pubblici ministeri di Pavia che lo indagano per l’omicidio di Chiara Poggi, il delitto avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007 e che continua a sollevare interrogativi a distanza di anni. La convocazione arriva in una fase cruciale dell’inchiesta, a ridosso della chiusura delle indagini, e rappresenta un passaggio chiave per consentire all’indagato di fornire la propria versione dei fatti rispetto alle accuse formulate dalla Procura. Al momento, tuttavia, non è ancora stato deciso se Sempio risponderà alle domande o se, su indicazione dei suoi legali, sceglierà di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il team difensivo, guidato dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, è al lavoro per definire la strategia più opportuna.
La nuova convocazione e il cambio di accusa
Si tratta della seconda convocazione per Sempio: già nel maggio 2025 era stato invitato a comparire davanti agli inquirenti, ma in quell’occasione aveva deciso di non presentarsi. Oggi, però, il quadro è profondamente cambiato. L’indagato non è più accusato in concorso con altri soggetti, ma viene considerato dagli investigatori come l’unico responsabile del delitto. Una svolta significativa che si inserisce anche nel contesto della possibile revisione della condanna di Alberto Stasi, attualmente l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio.
Questo mutamento dell’impianto accusatorio rafforza il peso dell’interrogatorio imminente, che potrebbe rappresentare un momento decisivo per chiarire la posizione di Sempio e per comprendere la direzione che prenderà l’indagine nelle prossime settimane.
La difesa smonta il movente: “Non era ossessionato da Chiara”
Uno dei punti centrali della linea difensiva riguarda il presunto movente. Secondo quanto emerge, la difesa contesta con forza l’ipotesi di un’ossessione di natura sentimentale o sessuale nei confronti di Chiara Poggi. Al contrario, i legali sostengono che tale ossessione, citata negli atti dell’accusa, sarebbe in realtà riferita a un’altra persona: una barista.
A supporto di questa tesi viene richiamato un messaggio scritto da Sempio su un forum nel 2012, nel quale l’uomo faceva riferimento proprio a una delusione sentimentale legata a una barista. Secondo gli avvocati, questo elemento – insieme ad altri contenuti simili presenti agli atti – dimostrerebbe come l’interesse emotivo dell’indagato fosse rivolto altrove, smontando così uno dei pilastri dell’impianto accusatorio.
“Nessun rapporto con Chiara Poggi”
La difesa insiste anche su un altro aspetto ritenuto fondamentale: l’assenza di un rapporto significativo tra Sempio e la vittima. Secondo quanto riferito dagli avvocati, l’indagato non frequentava Chiara Poggi e non aveva con lei una relazione diretta o continuativa. Quando si trovava nella casa della famiglia Poggi – essendo amico del fratello della vittima – la giovane, a quanto sostenuto, era spesso assente per motivi di lavoro.
Un elemento che, secondo i legali, rende ancora più difficile sostenere l’esistenza di un movente personale nei confronti della vittima. La difesa sottolinea inoltre come lo stesso Sempio si dichiari incredulo di fronte alle accuse, non riuscendo a comprendere su quali basi sia stata costruita l’ipotesi investigativa.
Attesa per l’interrogatorio decisivo
In vista dell’appuntamento del 6 maggio, l’attenzione resta alta su quella che potrebbe essere una fase determinante dell’inchiesta. La scelta di rispondere o meno alle domande dei magistrati potrebbe incidere significativamente sull’evoluzione del procedimento. Nel frattempo, la difesa ribadisce la necessità di esaminare nel dettaglio tutti gli atti per comprendere appieno la logica che ha portato alla nuova imputazione.
Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dai fatti, torna così al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, con nuovi elementi e interpretazioni che potrebbero ridisegnare uno dei delitti più discussi della cronaca italiana recente.


