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“Ora ci crede davvero”. Sondaggi Mentana, colpo di scena nei numeri: cosa succede

Pubblicato: 04/05/2026 21:21

L’ultimo sondaggio politico realizzato dall’istituto Swg per il Tg La7, datato 4 maggio 2026, delinea un quadro in evoluzione per quanto riguarda il consenso dei principali partiti italiani. Sebbene le gerarchie generali rimangano sostanzialmente invariate, si notano alcuni scostamenti significativi che suggeriscono una fase di assestamento nei rapporti di forza tra la maggioranza di governo e le opposizioni parlamentari. La fotografia scattata in questa occasione mette in luce una lieve erosione del primato del partito di maggioranza relativa, a fronte di una risalita costante della principale forza di minoranza, riducendo così la forbice che separa i due schieramenti di vertice.

Il calo della prima forza politica

Fratelli d’Italia si conferma ancora una volta come la lista più votata dai cittadini italiani, mantenendo una posizione di assoluta dominanza nel panorama nazionale. Tuttavia, il partito guidato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni fa registrare una flessione pari allo 0,3% rispetto alla rilevazione precedente, scendendo dal 29,1% al 28,8%. Questo calo, pur non compromettendo la leadership della formazione conservatrice, indica un possibile momento di stasi o di lieve saturazione del consenso, probabilmente influenzato dalle dinamiche dell’azione di governo e dalle complessità della scena internazionale. Resta comunque un dato di grande rilevanza il fatto che il partito della premier si trovi stabilmente vicino alla soglia psicologica del trenta per cento.

La crescita costante dei dem

Dalla parte opposta dell’emiciclo politico, il Partito Democratico mostra segnali di vitalità e di ripresa. Sotto la guida della segretaria Elly Schlein, i dem riescono a capitalizzare una crescita dello 0,2%, portandosi al 21,8% complessivo. Questo incremento permette alla principale forza di opposizione di accorciare le distanze dal vertice, consolidando la propria posizione come unico vero sfidante del partito della premier. La strategia comunicativa e politica del Nazareno sembra dunque produrre frutti, riuscendo a intercettare una parte di elettorato scontento o in cerca di un’alternativa strutturata alla coalizione di centrodestra.

Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, la situazione appare meno brillante rispetto alle scorse settimane. La formazione guidata da Giuseppe Conte subisce una perdita dello 0,1%, attestandosi attualmente al 12,4%. Si tratta di una flessione minima, che tuttavia conferma la difficoltà dei pentastellati nel trovare un nuovo slancio propulsivo capace di farli tornare ai fasti di un tempo. Allo stesso modo, all’interno della coalizione di governo, anche gli alleati di minoranza sembrano faticare. Forza Italia registra una contrazione del consenso, scendendo dal 7,7% al 7,5%, mentre la Lega di Matteo Salvini compie un ulteriore passo indietro, passando dal 6,2% al 6,1%. Questi dati suggeriscono che il travaso di voti all’interno dell’area di governo potrebbe non essere più così fluido come in passato.

Il successo delle forze ecologiste e di sinistra

Una delle note più interessanti del sondaggio odierno riguarda la performance di Alleanza Verdi e Sinistra. Questo raggruppamento politico riesce infatti a guadagnare lo 0,2%, raggiungendo la quota del 6,9%. Si tratta di un risultato di rilievo, che colloca la lista molto vicina ai numeri della Lega e dimostra come i temi della giustizia climatica e sociale stiano diventando centrali per una fetta crescente di elettori. Il rafforzamento di questa area politica potrebbe spostare l’asse del confronto interno alla coalizione di centrosinistra, rendendo i Verdi e la Sinistra interlocutori sempre più necessari per qualsiasi progetto di governo alternativo a quello attuale.

La stabilità della destra radicale

Un altro elemento di analisi è rappresentato da Futuro Nazionale, la formazione politica che fa riferimento a Roberto Vannacci. In questa rilevazione, il partito resta stabile al 3,6%, dimostrando di possedere una base elettorale fedele e consolidata che non sembra risentire delle fluttuazioni dei partiti maggiori. Questo dato conferma l’esistenza di un’area di opinione orientata verso posizioni più identitarie e radicali che ha trovato in Vannacci un punto di riferimento costante. La stabilità di questo movimento rappresenta un fattore di interesse per gli equilibri futuri della destra italiana, specialmente in vista delle prossime scadenze elettorali locali.

Il variegato mondo del centro continua a mostrare una frammentazione marcata e risultati alterni. Azione, il partito fondato da Carlo Calenda, si posiziona al 3,5%, mantenendo un profilo di presenza costante ma faticando a superare la soglia che lo porterebbe a insidiare le forze più grandi. Più indietro si colloca Italia Viva di Matteo Renzi, che si ferma al 2,5%, confermando le difficoltà nel recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi. Completano il quadro delle formazioni minori +Europa, che viene stimata all’1,6%, e Noi Moderati, che raccoglie l’1,2% dei consensi. Le restanti liste e formazioni politiche indipendenti raccolgono complessivamente il 4,1%, una quota che testimonia la persistenza di un voto disperso o di protesta che non si riconosce nei contenitori principali.

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