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Caso Orlandi, vicini a una svolta? “Interrogato per ore”

Pubblicato: 05/05/2026 23:00

Due ore di audizione per tornare dentro uno dei misteri più lunghi della storia italiana. Davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sui casi Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, l’ispettore Giuseppe Catania ha rilanciato una convinzione maturata negli anni: la pista legata a Torano e allo zio di Emanuela, Mario Meneguzzi, avrebbe meritato indagini più approfondite.

Catania, all’epoca agente scelto della Polizia di Stato, seguì pedinamenti e controlli nei luoghi frequentati da Meneguzzi nei giorni vicini al 22 giugno 1983, data della scomparsa della cittadina vaticana. Convocato dal senatore Andrea De Priamo, ha ripercorso davanti alla Commissione gli accertamenti svolti allora, concentrandosi proprio sul borgo dove la famiglia Meneguzzi possedeva una casa di villeggiatura.

Secondo l’ispettore, la presenza e i movimenti dello zio in quella zona rappresentavano un’anomalia investigativa da non sottovalutare. A suo giudizio, quella pista avrebbe dovuto essere verificata con maggiore attenzione, soprattutto alla luce dei controlli effettuati nei giorni immediatamente precedenti alla sparizione di Emanuela.

L’audizione, però, non avrebbe prodotto nuovi riscontri decisivi. La testimonianza ha riportato al centro dell’attenzione un filone già emerso in passato, ma la Commissione si è trovata ancora una volta davanti alla difficoltà di trasformare sospetti e ricordi in prove documentali.

Il nodo resta dunque aperto: Torano torna come possibile tassello del caso, ma per ora senza elementi capaci di consolidare una svolta. La Commissione prosegue il lavoro sulle piste storiche, nel tentativo di illuminare zone d’ombra rimaste irrisolte per oltre quarant’anni.

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