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Caso Garlasco, Sempio intercettato: Roberta Bruzzone rompe il silenzio

Pubblicato: 06/05/2026 20:59

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, con al centro le presunte intercettazioni che coinvolgerebbero Andrea Sempio e che potrebbero aprire scenari investigativi inediti.

La criminologa Roberta Bruzzone si è detta profondamente scettica sulla portata dell’audio emerso negli ultimi giorni, definendolo un elemento “da interpretare con estrema cautela” nel contesto dell’indagine.

Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, l’intercettazione – risalente al 2025 – riporterebbe una conversazione in cui Sempio parlerebbe da solo di una presunta chiamata a Chiara Poggi, di un tentativo di approccio respinto e della visione di video intimi.

La difesa dell’indagato ha però respinto con decisione ogni ricostruzione, sottolineando che “tutte queste circostanze sono prive di fondamento e saranno chiarite nel momento opportuno”.

Il materiale audio è stato illustrato nel corso di un lungo interrogatorio presso la Procura di Pavia, durato circa quattro ore, al termine del quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, hanno mostrato all’indagato anche i cosiddetti brogliacci delle intercettazioni ambientali.

In quelle registrazioni, secondo quanto trapelato, si farebbe riferimento a frasi che riguardano presunti contatti con la vittima e materiali rinvenuti nei dispositivi informatici di Chiara Poggi, circostanze tutte contestate dalla difesa.

“Il mio cliente è in grado di spiegare quelle captazioni, una volta ascoltate e contestualizzate”, ha dichiarato l’avvocato Liborio Cataliotti, affiancato dalla collega Angela Taccia, precisando che gli audio non sono ancora stati analizzati integralmente.

Anche Bruzzone ha espresso dubbi sulla lettura dell’intercettazione: “Se davvero ci fosse un audio così chiaro, non saremmo davanti a un’inchiesta così lunga e complessa”, ha affermato, sottolineando la necessità di prudenza nell’interpretazione dei contenuti.

Nel frattempo, nel corso degli interrogatori, è emerso anche che Marco Poggi, fratello della vittima, avrebbe ribadito agli inquirenti di non aver mai avuto conoscenza di presunti video intimi, mentre le indagini proseguono tra verifiche tecniche e nuovi accertamenti.

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