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Legge elettorale, Forza Italia frena sul premio di maggioranza e lancia una nuova proposta

Pubblicato: 07/05/2026 20:37

La riforma della legge elettorale continua a dividere il centrodestra. Dopo il vertice di maggioranza andato in scena a Palazzo Chigi, emerge infatti la posizione di Forza Italia, che punta a ridurre il premio di maggioranza previsto nel nuovo impianto elettorale. Una modifica che avrebbe effetti significativi sull’equilibrio del sistema e che rischia di riaprire il confronto interno alla coalizione guidata da Giorgia Meloni.

L’ipotesi attualmente sul tavolo prevede un premio assegnato alla lista o coalizione capace di superare il 40% dei voti, con fino a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato. Gli azzurri, però, spingono per abbassare quel correttivo attorno al 10%, nel tentativo di rendere il modello più vicino a un sistema proporzionale e meno penalizzante per le forze minori.

Tajani smorza le tensioni nella maggioranza

A provare a raffreddare il clima è stato il leader di Forza Italia e vicepremier Antonio Tajani. A margine di un incontro alla Camera dedicato ai comitati per il Sì al referendum sulla giustizia, Tajani ha negato l’esistenza di fratture profonde nella coalizione. «C’è una condivisione complessiva da parte del centrodestra unito», ha dichiarato, respingendo le ricostruzioni che parlano di forti tensioni tra gli alleati.

Il ministro degli Esteri ha però ribadito anche la linea storica del partito, favorevole a sistemi più proporzionali e a una maggiore rappresentanza dei territori. Per questo motivo Forza Italia chiede che il confronto sulla riforma non resti confinato alla maggioranza, ma venga allargato anche alle opposizioni parlamentari. Un messaggio che, dietro l’apertura istituzionale, nasconde la volontà di riequilibrare un sistema che potrebbe rafforzare ulteriormente Fratelli d’Italia.

La prossima settimana è previsto un nuovo vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi insieme ai tecnici dei partiti. L’obiettivo sarà trovare una sintesi sui correttivi da apportare al testo attualmente all’esame della commissione Affari costituzionali della Camera.

Il nodo della governabilità

Il punto più delicato resta proprio il premio di maggioranza. Secondo diversi esponenti azzurri, ridurre il premio al 10% rischierebbe però di indebolire l’obiettivo principale della riforma, cioè garantire stabilità ai governi. Con una soglia simile, infatti, anche una coalizione vincente con il 43% dei voti — come accaduto al centrodestra nel 2022 — arriverebbe di poco sopra la maggioranza assoluta in Parlamento.

Dentro Forza Italia c’è chi teme che un margine troppo ridotto possa tradursi in una maggioranza fragile, soprattutto considerando il peso di ministri, sottosegretari e possibili assenze parlamentari. Per alcuni esponenti del partito, quindi, il rischio è quello di modificare il Rosatellum senza ottenere una reale stabilità politica.

Allo stesso tempo gli azzurri vogliono evitare che una legge troppo maggioritaria finisca per favorire eccessivamente Fratelli d’Italia anche negli equilibri interni alla coalizione. È questo uno dei timori che spinge il partito di Tajani a chiedere un sistema più bilanciato.

La strategia azzurra verso le prossime politiche

Sul fronte politico, Forza Italia lavora anche alla costruzione del consenso in vista delle future elezioni. L’incontro organizzato con i comitati per il Sì alla giustizia va proprio in questa direzione. Accanto a Tajani erano presenti diversi dirigenti del partito, tra cui Francesco Paolo Sisto, Enrico Costa, Stefania Craxi e Giorgio Mulè.

L’idea è quella di trasformare la rete nata durante la campagna referendaria in una struttura politica stabile, capace di sostenere le battaglie garantiste del partito e rafforzarne la presenza sul territorio. «Non vogliamo che le energie dei comitati si disperdano», ha spiegato Tajani, rilanciando la mobilitazione in vista delle prossime sfide elettorali.

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