
Prima i colpi al volto mentre era ancora in piedi, poi il tentativo disperato di scappare e infine la violenza brutale sulle scale della cantina. È una ricostruzione durissima quella contenuta nell’avviso di conclusione delle indagini notificato dalla Procura di Pavia ad Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi.
Gli inquirenti descrivono una sequenza feroce, fatta di aggressioni ripetute e colpi sferrati anche quando la 26enne sarebbe stata ormai priva di sensi. Una dinamica che, secondo la Procura, dimostrerebbe “l’efferatezza dell’azione omicidiaria”.

La nuova ricostruzione della Procura di Pavia
Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta bis sul delitto di Garlasco, Chiara Poggi sarebbe stata aggredita inizialmente con violenti colpi al volto.
Per i pm, Andrea Sempio avrebbe colpito la giovane “in regione frontale sinistra e zigomatica destra” dopo una breve colluttazione, facendola cadere a terra.
A quel punto la ragazza avrebbe tentato di allontanarsi e salvarsi, ma sarebbe stata raggiunta nuovamente dall’aggressore mentre cercava di reagire carponi vicino alla porta della cantina.
Gli investigatori ritengono che proprio in quella fase siano stati sferrati almeno altri tre o quattro colpi alla testa, sufficienti a provocarle la perdita dei sensi.
Successivamente il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale della cantina e colpito ancora più volte alla nuca, nonostante Chiara fosse ormai incosciente.
Secondo la Procura, le lesioni complessive sarebbero almeno dodici tra volto e cranio. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo avrebbe inoltre individuato due possibili finestre temporali per il delitto: tra le 9.12 e le 9.58 oppure tra le 9.58 e le 11.25 del 13 agosto 2007.

Andrea Sempio accusato di omicidio aggravato
La Procura di Pavia indica ora Andrea Sempio come autore dell’omicidio della giovane, ipotizzando un movente legato a un presunto approccio sessuale respinto.
Al 38enne vengono contestate le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti.
L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta riaperta sul delitto di Garlasco e apre la strada a una possibile richiesta di rinvio a giudizio.
Negli ultimi mesi gli investigatori hanno effettuato una lunga serie di sequestri e approfondimenti su materiali riconducibili a Sempio, ai suoi amici e ai familiari.
Tra gli oggetti acquisiti figurano quaderni, taccuini, appunti manoscritti, telefoni cellulari, hard disk, dvd, account social, email e supporti digitali.
Gli atti citano anche appunti personali e ricerche ritenute rilevanti dagli investigatori, comprese annotazioni su omicidi, predatori sessuali e violenza. Tra i documenti sequestrati ci sarebbero inoltre testi scritti a mano, frasi personali e file audio considerati importanti dagli inquirenti.
Particolare attenzione viene attribuita anche alle conversazioni registrate all’interno dell’auto di Andrea Sempio tramite una microspia installata durante l’indagine. Secondo la Procura, alcuni passaggi farebbero riferimento ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, a telefonate precedenti al delitto e a un presunto rifiuto subito dalla ragazza.
Nell’inchiesta compare infine anche il nome di Marco Poggi, fratello della vittima, descritto dagli investigatori come “ostile” e vicino alle posizioni difensive di Sempio. Gli inquirenti sostengono inoltre che avrebbe modificato nel tempo alcune dichiarazioni relative alla frequentazione della casa dell’indagato e ai rapporti tra i protagonisti della vicenda.


