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Madre e figli scomparsi nel nulla, sconvolgente notizia: “Cosa si è portata via”

Pubblicato: 08/05/2026 20:51

Un messaggio su WhatsApp mai letto, telefoni spenti e una serie di acquisti insoliti che fanno pensare a una fuga volontaria nella natura. Attorno alla scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti continua ad allargarsi un mistero che da oltre due settimane tiene con il fiato sospeso familiari e investigatori.

La donna, 49 anni, è sparita il 20 aprile da Castell’Arquato insieme ai figli di 14 e 16 anni e ai quattro cani di famiglia. La loro auto è stata ritrovata il 6 maggio a Tarcento, ma da allora non esiste alcuna traccia certa del gruppo.

L’ultimo messaggio della figlia

L’ultima attività conosciuta della sedicenne risale proprio al giorno della scomparsa. La ragazza avrebbe scritto a una compagna di scuola chiedendole informazioni su una verifica scolastica. La risposta, inviata il giorno successivo, non sarebbe mai stata visualizzata.

Da quel momento i telefoni risultano spenti. Anche altre compagne di scuola hanno raccontato di aver provato a contattarla senza successo.

I due ragazzi frequentano scuole a Fidenza e, secondo chi li conosce, conducevano una vita normale e ben inserita nell’ambiente scolastico.

Gli acquisti che alimentano il mistero

Tra gli elementi più analizzati dagli investigatori ci sono alcuni acquisti effettuati da Sonia Bottacchiari poco prima della sparizione: ricetrasmittenti, filo da pesca e sale per attirare animali selvatici.

Dettagli che sembrano rafforzare l’ipotesi di una permanenza volontaria in aree boschive o montane del Friuli Venezia Giulia.

A colpire gli investigatori è anche la presenza dei quattro cani. Secondo il padre dei ragazzi, la donna non li aveva mai portati tutti insieme durante semplici vacanze o gite.

L’ex marito avrebbe inoltre riferito che durante una precedente vacanza dedicata all’arrampicata Sonia e i figli avrebbero conosciuto persone legate a uno stile di vita “selvaggio” e a contatto con la natura.

Le ricerche e l’ipotesi Slovenia

Le ricerche proseguono senza sosta con oltre cento soccorritori impegnati nell’area attorno a Tarcento. Sul posto operano carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile ed elicotteri della Guardia di Finanza.

Sono stati effettuati controlli anche presso comunità locali e gruppi che vivono in zone isolate, ma senza risultati.

Gli investigatori non escludono neppure un possibile sconfinamento in Slovenia, distante pochi chilometri dalla zona del ritrovamento dell’auto.

Nel frattempo continuano ad arrivare segnalazioni e presunti avvistamenti tra Udine, Gorizia e Trieste, mentre i carabinieri stanno passando al vaglio immagini di videosorveglianza per cercare di capire se la famiglia sia stata ripresa dopo il 20 aprile.

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