
Ci sono luoghi in cui la natura impone improvvisamente la sua forza, trasformando paesaggi spettacolari in scenari di emergenza nel giro di pochi minuti. Il rumore del terreno che cambia, il cielo che si oscura e la sensazione che qualcosa di incontrollabile stia accadendo senza possibilità di fuga.
È in questi contesti estremi che l’attività vulcanica può colpire con conseguenze immediate, lasciando poco spazio alle operazioni di salvataggio e mettendo a dura prova anche le squadre di soccorso più esperte. Ogni intervento diventa una corsa contro il tempo e contro condizioni ambientali in rapido peggioramento.
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L’eruzione del Dukono e le vittime sull’isola di Halmahera
Il dramma si è consumato sull’isola di Halmahera, nell’Indonesia orientale, dove il vulcano Dukono è entrato in eruzione provocando la morte di tre escursionisti e la scomparsa di altre dieci persone. L’evento si è verificato all’alba di venerdì 8 maggio.
Secondo quanto riferito dalla polizia locale, l’eruzione ha generato una colonna di cenere vulcanica che si è innalzata fino a circa 10 chilometri di altezza, rendendo l’area immediatamente pericolosa e difficilmente accessibile.
Le vittime sono state identificate come due cittadini stranieri e un residente dell’isola indonesiana di Ternate. Altri sette escursionisti sono riusciti a scendere dal vulcano e a mettersi in salvo, mentre dieci persone risultano ancora disperse.

L’area vietata e il rischio ignorato
Secondo le autorità locali, i gruppi coinvolti si trovavano in una zona dichiarata off-limits già dal mese precedente, a causa dell’aumento dell’attività vulcanica registrata dagli scienziati.
Il capo della polizia del distretto di North Halmahera, Erlichson Pasaribu, ha spiegato che i segnali di pericolo erano stati comunicati in anticipo. “L’attività vulcanica è in aumento”, ha dichiarato, sottolineando che la decisione di accedere all’area vietata ha esposto gli escursionisti a un rischio elevato.
L’agenzia nazionale per la gestione delle calamità ha confermato che cinque persone sono rimaste ferite nell’eruzione, mentre le operazioni di ricerca proseguono per localizzare i dispersi.
Soccorsi difficili tra cenere e rumore del vulcano
Le operazioni di salvataggio stanno incontrando serie difficoltà a causa delle condizioni del terreno e dell’attività ancora intensa del vulcano. I mezzi di soccorso possono raggiungere solo le pendici inferiori del Dukono, mentre il resto del percorso deve essere affrontato a piedi.
Il capo della polizia ha descritto una situazione estremamente complessa, sottolineando come “il rombo dell’eruzione rallenta ulteriormente i soccorsi”. La presenza costante di cenere e la scarsa visibilità rendono complicato l’avvicinamento alle aree più alte del vulcano.
Le squadre continuano a perlustrare la zona, nonostante il rischio legato a nuove esplosioni e al peggioramento dell’attività sismica.
Mimin gamau bikin caption panjang-panjang ah.
— Info Gempa Dunia (@infogempadunia) May 8, 2026
Ini situasi Erupsi Gunung Dukono dari jarak dekat. Erupsi terbesar dalam sejarah Gunung Dukono terjadi tadi pagi sekitar pukul 07:40 WIT dengan ketinggian Kolom Abu mencapai 10.000 meter.
Akibatnya 3 pendaki Meninggal Dunia, 2 WN… pic.twitter.com/XxoNEarJqA
Colonna di cenere alta 10 chilometri e allarme nella regione
Dalle autorità geologiche indonesiane arriva la conferma dell’intensità dell’evento. Lana Saria, responsabile dell’agenzia governativa, ha parlato di un “boato assordante” accompagnato da una nube di cenere vulcanica che si è sollevata fino a circa 10 chilometri di altezza.
Secondo le valutazioni ufficiali, la nube si sta spostando verso nord, con possibili ripercussioni sulla qualità dell’aria e sulla visibilità nelle aree circostanti.
Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di piogge acide e caduta di cenere anche nei centri abitati vicini, tra cui la città di Tobelo. Non si escludono disagi ai trasporti aerei e stradali nella regione.
Un’area già sotto osservazione scientifica
Il vulcano Dukono era già sotto stretta osservazione da parte degli scienziati, dopo un aumento dell’attività sismica rilevato nelle settimane precedenti. L’area era stata dichiarata pericolosa e soggetta a restrizioni proprio per ridurre i rischi legati a possibili eruzioni improvvise.
Nonostante il divieto, alcuni gruppi di escursionisti si sarebbero comunque spinti oltre le zone consentite, raggiungendo le aree più alte del vulcano nel momento in cui si è verificata l’eruzione.
Le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono, mentre l’intera regione resta in stato di allerta per l’evoluzione dell’attività vulcanica.


