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Omicidio Diabolik, assolto in appello Calderon: le ragioni della sentenza

Pubblicato: 08/05/2026 18:28

Colpo di scena nel processo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, il capo storico degli Irriducibili ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti di Roma con un colpo di pistola alla testa.

La Corte di Assise d’Appello ha assolto Raul Esteban Calderon con la formula “per non aver commesso il fatto”, ribaltando così la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado.

Per Calderon, ritenuto dagli inquirenti il presunto esecutore materiale del delitto, la Direzione distrettuale antimafia di Roma aveva chiesto la conferma dell’ergastolo con il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso.

La sentenza ha provocato reazioni durissime da parte dei familiari di Piscitelli e dei loro legali.

L’avvocato Tiziana Siano ha parlato di una “vergogna”, sostenendo che dopo quasi sette anni non ci siano ancora né mandanti né un esecutore materiale individuato con certezza.

Anche la sorella di Piscitelli ha contestato il verdetto, definendo Calderon “il killer professionista assoldato dalla mafia” e annunciando fiducia in un possibile intervento della Corte di Cassazione.

Di segno opposto le dichiarazioni della difesa dell’imputato. L’avvocato Gian Domenico Caiazza ha parlato di “unica conclusione possibile”, sostenendo che nel processo non vi fossero prove sufficienti a collegare Calderon all’omicidio.

L’assoluzione riapre ora interrogativi pesanti su uno dei delitti più discussi degli ultimi anni nella Capitale, maturato sullo sfondo degli equilibri criminali romani e del mondo ultras.

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Ultimo Aggiornamento: 08/05/2026 18:29

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