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Garlasco, tutto sull’impronta che incastra Sempio: “Faceva senso”

Pubblicato: 09/05/2026 09:46

Esistono dettagli che il tempo non riesce a sbiadire, frammenti di realtà che rimangono impressi nella memoria di chi ha visto l’orrore da vicino. Nelle pieghe di cronache mai sopite, riemergono particolari tecnici capaci di riaprire ferite profonde, portando alla luce nuove interpretazioni di fatti che sembravano ormai consegnati alla storia processuale. Non si tratta solo di fredde analisi scientifiche, ma di una narrazione che si snoda tra i silenzi di una provincia apparentemente tranquilla e le stanze dove gli specialisti cercano risposte definitive. In questo scenario, ogni segno, ogni traccia lasciata sul cammino, diventa un tassello fondamentale per ricostruire dinamiche complesse, dove la memoria degli uomini si intreccia con l’oggettività dei rilievi, in un gioco di specchi che continua a interrogare la coscienza collettiva e la ricerca della verità.

L’enigma della traccia viola e la dinamica dell’assassino

«Faceva senso». A parlare è un investigatore che, diciannove anni dopo, ricorda ancora vividamente una macchia che si intravvedeva già a occhio nudo sulle pareti della villetta di Garlasco. Esaltata dalla ninidrina, quella traccia si accese di un viola intenso: è l’ormai celebre «impronta 33», lo stampo del palmo di una mano destra che per gli inquirenti appartiene ad Andrea Sempio, il commesso oggi 38enne finito al centro della nuova indagine. Fin da subito, la posizione della macchia sul vano delle scale, poco sopra il punto in cui fu lanciato il corpo di Chiara Poggi, attirò l’attenzione dei Ris. Secondo gli esperti di “Bpa”, l’assassino, durante la concitata discesa in quella scala ripida e senza corrimano, avrebbe dovuto appoggiarsi alle pareti per mantenere l’equilibrio, proprio in prossimità del corpo della vittima.

La particolarità della “33” è la sua natura: «A differenza delle altre la 33 sembrava lasciata da una mano bagnata», ha spiegato l’allora comandante della sezione impronte. Con un palmo asciutto, infatti, quell’effetto non si ottiene. La reazione intensa potrebbe essere stata causata da sudore, sangue o «sangue lavato». Le nuove indagini hanno confermato la presenza di materiale liquido che ha generato linee di accumulo e “macchie satelliti”. Gli inquirenti hanno ora abbinato questo segno alla traccia «N1», lo stampo di un tacco rintracciato sul “gradino zero” della scala della cantina. La tesi è chiara: il killer, con il piede in sospensione e in equilibrio precario, non poteva non appoggiarsi al muro, generando così la fatidica impronta.

La memoria degli amici e il giallo delle frequentazioni

La difesa di Sempio contesta duramente queste conclusioni, puntando sulla “datazione” del segno. Secondo i legali, Andrea avrebbe potuto lasciare quell’impronta in occasioni diverse, alimentando la diatriba su quanto spesso il giovane frequentasse la villetta di via Pascoli. Sebbene i ricordi iniziali descrivessero incontri rari all’interno dell’abitazione — preferendo il locale “Punto zero” o le case di altri amici come Mattia Capra e Alessandro Biasibetti — le testimonianze sono mutate nel tempo. Marco Poggi, fratello di Chiara e amico di Sempio, inizialmente dichiarò che il gruppo restava nella saletta tv al piano terra o andava in camera di Chiara per il pc solo sporadicamente.

Tuttavia, con il riaprirsi del caso, i ricordi si sono fatti più frammentari e, a tratti, contraddittori. In una recente audizione, Marco ha ipotizzato che gli amici potessero essere scesi in cantina per cercare riviste o videogame: «È possibile, perché in cantina avevamo comunque tutti i giochi». Nonostante l’incertezza sui dettagli logistici, la posizione del fratello della vittima rimane ferma sull’innocenza dell’amico: «Io vi dico, per me non c’entra. Per me Andrea Sempio non c’entra niente. Ve lo dico, ve lo confermo». Resta ora da capire se le misurazioni antropometriche eseguite da Cristina Cattaneo e l’incrocio dei nuovi rilievi saranno sufficienti a scrivere la parola fine su un giallo che dura da quasi vent’anni.

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Ultimo Aggiornamento: 09/05/2026 09:47

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