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Turista preso a morsi per rapinarlo della catenina, follia a Roma Termini. Tre fermi

Pubblicato: 09/05/2026 09:10

Esistono angoli della metropoli dove il buio smette di essere una semplice assenza di luce per trasformarsi in un confine pericoloso, un territorio franco dove la sicurezza si sgretola in pochi, concitati istanti. In quelle ore sospese tra la movida e l’alba, quando le strade dovrebbero appartenere a chi torna a casa con il ricordo di una serata serena, si consumano vicende che segnano profondamente la memoria di chi le subisce. Sono episodi di una violenza cruda, quasi ancestrale, che lasciano cicatrici non solo fisiche, ma anche un senso di smarrimento per chi, giunto da lontano, si trova improvvisamente a fare i conti con la parte più oscura della città. È un racconto di prede e predatori, di fughe disperate contro il tempo e di un lavoro silenzioso di osservazione e ricerca che, lontano dai riflettori, cerca di restituire un briciolo di giustizia a chi ha visto la propria vacanza trasformarsi in un incubo sanguinante.

L’assedio in via Napoleone III e la ferocia del morso

La notte tra domenica e lunedì scorsi è diventata un trauma indelebile per un turista spagnolo di 30 anni, giunto a Roma per qualche giorno di svago con un amico. Erano circa le tre di notte quando, in via Gioberti, i due connazionali sono stati avvicinati da tre individui. Intuendo immediatamente il pericolo, i turisti hanno accelerato il passo, cercando di dividersi per seminare gli inseguitori. Mentre l’amico fuggiva in una direzione, il 30enne ha puntato disperatamente verso l’appartamento in cui alloggiava, in via Napoleone III. Tuttavia, proprio mentre tentava di infilare le chiavi nella serratura del portone, è stato raggiunto da due dei tre aggressori, mentre il terzo rimaneva leggermente indietro.

In quel momento, la rapina ha assunto connotati di inaudita ferocia. Mentre il più giovane del gruppo, un 23enne, lo immobilizzava, il complice di 24 anni ha utilizzato una violenza bestiale per vincere la resistenza della vittima: ha affondato i denti alla spalla e all’orecchio destri del turista, riuscendo così a strappargli la catenina d’oro che portava al collo. Dopo aver ottenuto il bottino, i malviventi sono fuggiti, lasciando il giovane spagnolo sanguinante e sotto shock. Accompagnato dagli agenti del commissariato di via Farini all’ospedale San Giovanni, il trentenne è stato dimesso con 10 giorni di prognosi, ma la sua odissea non è finita: nei prossimi mesi dovrà sottoporsi a esami clinici per scongiurare il contagio di malattie infettive trasmesse tramite i morsi.

Le indagini e la cattura a pochi passi dal terminal

L’attività investigativa, coordinata dagli uomini del commissariato Viminale diretti da Fabio Germani, si è mossa rapidamente seguendo i binari della conoscenza profonda del territorio. Grazie alla visione delle telecamere di sicurezza della zona di Roma Termini, gli investigatori hanno riconosciuto i tre responsabili, già noti come “vecchie conoscenze” dell’ufficio. Si tratta di tre cittadini egiziani di 29, 24 e 23 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti specifici per rapine e piccoli furti. La vittima stessa, prima di ripartire per la Spagna il giorno successivo ai fatti, ha identificato con certezza i suoi aggressori attraverso le foto segnaletiche mostrategli in questura.

La cattura è avvenuta quattro giorni dopo il delitto. Gli agenti hanno intercettato i sospettati mentre stavano ancora ciondolando tranquillamente in via Amendola, a pochissima distanza dal luogo dell’aggressione. Per i due più giovani è scattato immediatamente il fermo con l’accusa di rapina aggravata, essendo stati gli esecutori materiali del morso e dello strappo, mentre il 29enne è stato accusato di tentata rapina. I tre sono ora in attesa del processo per direttissima. Resta l’amarezza per un episodio che ha terrorizzato un ospite della Capitale, costretto a fuggire via il giorno dopo un’aggressione che ha trasformato una catenina d’oro nel pretesto per un atto di violenza primitiva.

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