
La nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi continua ad allargarsi ben oltre la posizione di Andrea Sempio. A sostenerlo è Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi insieme al collega Antonio De Rensis.
«Trovo davvero difficile dare una giustificazione a certe affermazioni dove si dice che non c’è nulla: questa indagine è un’indagine stratosferica», ha dichiarato Bocellari commentando gli ultimi sviluppi dell’inchiesta bis aperta dalla Procura di Pavia.
Secondo la legale, il nuovo fascicolo non riguarderebbe soltanto Stasi e Sempio, ma un contesto molto più ampio, che coinvolgerebbe anche la gestione della prima indagine del 2016-2017 su Andrea Sempio, poi archiviata.
Nel mirino della difesa di Stasi finiscono soprattutto alcuni presunti retroscena investigativi emersi negli atti depositati dalla Procura. Bocellari cita in particolare la figura di Maurizio Pappalardo, recentemente condannato in primo grado in un altro procedimento per corruzione e stalking.
Secondo quanto riportato dalla legale, Pappalardo avrebbe aperto un fascicolo permanente presso il nucleo informativo dei carabinieri di Pavia relativo alla vicenda Sempio. Gli investigatori sospettano inoltre che possano esserci state fughe di informazioni riservate già durante la prima indagine.
«Il contesto è molto grave, molto serio e molto più ampio di quello che si possa pensare», sostiene Bocellari.
La difesa di Alberto Stasi conferma inoltre l’intenzione di presentare nel più breve tempo possibile la richiesta di revisione della condanna definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
Uno dei passaggi più delicati riguarda la nuova inchiesta della Procura di Brescia per presunta corruzione in atti giudiziari legata alla gestione dell’archiviazione del 2017. Tra gli indagati figurano l’ex procuratore aggiunto Mario Venditti e il padre di Andrea Sempio.
Secondo Bocellari, dagli atti emergerebbero «fuoriuscite di denaro» e intercettazioni ritenute molto rilevanti dagli investigatori.
La legale fa riferimento anche alle dichiarazioni degli ex avvocati di Andrea Sempio — Federico Soldani, Massimo Lovati e Simone Grassi — secondo cui avrebbero ricevuto compensi di 15mila euro ciascuno.
Particolarmente importante, secondo la difesa di Stasi, sarebbe un’intercettazione ambientale tra Andrea Sempio e il padre, nella quale si parlerebbe di contatti con Silvio Sapone.
«Andrea diceva che per uscire da questa storia bastava cacciare i soldi», sostiene Bocellari, precisando che l’interpretazione dell’intercettazione sarebbe condivisa anche dalla Procura.
Al momento tutte le ipotesi restano oggetto di approfondimento investigativo e dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti. Intanto il caso Garlasco continua a riaprirsi su fronti sempre più vasti, tra nuove accuse, sospetti di depistaggi e la prospettiva di una possibile richiesta di revisione del processo che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.


