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Garlasco, la svolta: “Cos’hanno fatto a Chiara. Anche lì”. Terribile

Pubblicato: 13/05/2026 13:45

A distanza di quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, ogni dettaglio della villetta di via Pascoli continua a essere oggetto di nuove analisi e ricostruzioni. Il caso di Garlasco, tra i più discussi della cronaca italiana, torna ancora una volta al centro dell’attenzione investigativa grazie all’impiego di tecnologie avanzate applicate alla scena del crimine.

Le nuove consulenze tecniche stanno rileggendo reperti, tracce e dinamiche già analizzate nel 2007, cercando di ricostruire con maggiore precisione gli ultimi istanti della vittima. Tra gli elementi ritenuti più rilevanti dagli esperti c’è un oggetto apparentemente secondario ma considerato decisivo nella ricostruzione dell’aggressione: il telefono presente nel soggiorno della villetta.
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Il telefono nel salone della villetta

Al centro della nuova consulenza tecnica sulla Bloodstain Pattern Analysis c’è il telefono collocato nel salotto dell’abitazione di via Pascoli. Si tratta di un modello Sirio 187 Basic, posizionato vicino alla porta cheetteva al disimpegno verso la zona della cantina.

Secondo la ricostruzione contenuta nella nuova analisi, il telefono rappresenterebbe uno degli snodi principali per comprendere la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi.

La consulenza, firmata dal colonnello Andrea Berti, si basata su una nuova lettura delle tracce ematiche presenti sulla scena del crimine attraverso strumenti tecnologici oggi disponibili all’epoca delle prime indagini.

La nuova analisi con laser scanner e modello 3D

Per sviluppare la nuova perizia, gli esperti hanno utilizzato laser scanner 3D, droni e tecniche digitali avanzate che hanno consentito di fondere i rilievi effettuati nel 2007 con quelli più recenti.

Il risultato è stato la creazione di un cosiddetto “modello 3D ibrido”, utile a ricostruire con maggiore precisione la posizione degli oggetti e la distribuzione delle tracce di sangue all’interno dell’abitazione.

Proprio grazie a questa tecnologia sarebbe stato possibile isolare e reinterpretare una traccia ematica presente sulla cornetta del telefono, elemento considerato cruciale dagli specialisti.

La traccia di sangue sulla cornetta

Secondo quanto emerge dalla consulenza, sulla parte inferiore sinistra della cornetta sarebbe presente una traccia di sangue già repertata dai Ris di Parma nel 2007.

Gli esperti parlano di una “continuità dinamica” tra quella traccia e un’altra macchia presente sulla base d’appoggio del telefono. Da questo dettaglio deriverebbe una conclusione ritenuta particolarmente importante per la ricostruzione dell’aggressione.

Secondo la nuova analisi, al momento in cui la goccia di sangue si è depositata, la cornetta si sarebbe trovata regolarmente appoggiata alla sua base.

La perizia sottolinea infatti che la cornetta sarebbe rimasta “inequivocabilmente” nella sua posizione originaria durante quella fase dell’aggressione.

La ricostruzione dell’aggressione

La nuova lettura della scena del crimine viene utilizzata dagli esperti per delimitare alcune ipotesi alternative sulla dinamica del delitto.

Secondo quanto ricostruito, la violenza si sarebbe consumata senza che il telefono venisse fatto cadere durante una possibile colluttazione e senza che la cornetta fosse utilizzata o spostata da qualcuno in quei momenti.

L’elemento viene ritenuto importante perché consentirebbe di “cristallizzare” una precisa fase dell’aggressione a Chiara Poggi, collocando il telefono in una posizione stabile mentre l’azione violenta sarebbe proseguita all’interno del soggiorno.

Secondo la più recente ricostruzione della Procura di Pavia, la vittima sarebbe stata colpita una prima volta nella zona dell’ingresso e successivamente ancora nel salone della villetta.

Le nuove tecnologie al centro dell’inchiesta

La nuova perizia rappresenta uno degli esempi più evidenti di come le moderne tecnologie investigative vengano oggi applicate anche a casi giudiziari risalenti nel tempo.

L’utilizzo di scanner tridimensionali, ricostruzioni digitali e nuove metodologie di analisi delle tracce ematiche sta consentendo agli investigatori di rivalutare elementi rimasti per anni agli atti dell’inchiesta.

Nel caso di Garlasco, ogni dettaglio continua a essere sottoposto a verifiche approfondite, nella prospettiva di chiarire ulteriormente la dinamica dell’omicidio e le ruolo delle persone coinvolte nelle indagini.

Un caso che continua a dividere

A quasi diciotto anni dalla morte di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a occupare un posto centrale nella cronaca giudiziaria italiana.

Le nuove consulenze, le riletture investigative e gli accertamenti tecnici alimentano un confronto costante tra ricostruzioni diverse, mentre il caso resta ancora oggi uno dei più discussi e controversi degli ultimi decenni.

Tra reperti storici, tracce biologiche e nuove tecnologie, la villetta di via Pascoli continua così a raccontare dettagli che gli investigatori cercano di interpretare per ricostruire con sempre maggiore precisione ciò che accadde il giorno dell’omicidio.

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