
Nuovi verbali e testimonianze confluiti nell’inchiesta sul delitto di Garlasco aggiungono ulteriori tasselli al profilo personale di Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Negli atti emergono racconti di una ex compagna, ricordi di ex compagni di scuola e dichiarazioni di persone vicine al contesto originario dell’indagine.
Tra i verbali compare quello di una donna, più giovane di circa dieci anni rispetto a Sempio, che ai carabinieri ha raccontato di aver avuto con lui una relazione sentimentale durata circa tre anni. La donna riferisce di aver conosciuto Sempio tra il 2014 e il 2015 in un locale di Vigevano: da quel primo incontro sarebbe nata una storia proseguita per diversi anni.
Durante l’audizione gli investigatori si sono soffermati anche sul tema delle fotografie e dei contenuti privati. La donna ha spiegato di aver inviato in passato immagini intime al suo allora compagno, precisando però che sarebbe stata una scelta spontanea e vissuta come normale all’interno della relazione. Ha escluso invece la presenza di video intimi e ha dichiarato che Sempio non glieli avrebbe mai chiesti.
Gli inquirenti hanno poi chiesto chiarimenti su un appunto trovato a casa dell’indagato, datato novembre 2022, nel quale si leggeva un riferimento a un incontro con la donna e alla sensazione che lei avesse paura. La spiegazione fornita è legata al fatto che, in quel periodo, aveva già intrapreso una nuova relazione e temeva di essere vista in compagnia dell’ex.
La relazione, ha raccontato ancora, si sarebbe conclusa per divergenze sul futuro della coppia. Lei avrebbe desiderato un passo avanti nel rapporto, con una conoscenza reciproca delle rispettive famiglie, mentre Sempio non se la sarebbe sentita.
Parallelamente, la Procura ha ascoltato anche alcuni ex compagni dell’Ipsia di Sannazzaro de’ Burgondi, frequentato da Sempio. Dai verbali emerge un ritratto molto simile nelle diverse testimonianze: un ragazzo descritto come estremamente taciturno, riservato e poco incline a esporsi.
Un ex compagno lo definisce «l’alunno perfetto» per un insegnante, perché «non parlava mai». Un altro parla di una persona «completamente piatta, apatica», che tendeva a restare in disparte senza attirare attenzione né in positivo né in negativo.
Le testimonianze descrivono una classe divisa in gruppi: da una parte chi parlava di ragazze, motorini e uscite, dall’altra un gruppo più chiuso, del quale Sempio avrebbe fatto parte. Anche fuori dalla scuola, i rapporti sarebbero stati limitati a cinema e pub, senza discussioni particolari sulla sfera sentimentale.
Gli ex compagni riferiscono inoltre di non ricordare interessi per pornografia, abuso di alcol o droghe. «Beveva una birra», racconta uno di loro. Altri sottolineano di non averlo mai visto fumare o perdere il controllo.
Riemerge anche il ricordo del suo aspetto: capelli lunghi, abiti scuri, spesso vestito di nero. Un’immagine che alcuni definiscono vicina a uno stile “dark”.
Tra i verbali compare anche l’audizione di Marco Panzarasa, storico amico di Alberto Stasi, che ha ricordato le polemiche sorte negli anni attorno al proprio nome. Oggi avvocato, Panzarasa ha raccontato di aver affrontato numerose insinuazioni e persino querele legate a ricostruzioni che, a suo dire, non avevano alcun fondamento.
Ripercorrendo il passato, ha spiegato di non aver mai notato problemi nella relazione tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, escludendo inoltre di essere mai stato a conoscenza di presunti video intimi. Ha aggiunto di aver tentato negli anni di mantenere contatti con Stasi durante la detenzione, ma di non esserci riuscito per il peso emotivo della vicenda.
I nuovi atti si inseriscono nel quadro dell’indagine che, dopo la chiusura delle investigazioni su Sempio, continua ad alimentare un confronto acceso tra accusa, difese e parti coinvolte nel caso che, a quasi vent’anni dal delitto, continua a generare nuovi interrogativi.


