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“Un traditore”. Vannacci, l’ex braccio destro svela il suo piano segreto

Pubblicato: 15/05/2026 18:46

Dietro la nascita del fenomeno politico di Roberto Vannacci ci sarebbe stata una lunga strategia costruita ben prima dell’ingresso ufficiale in politica. A raccontarlo è Norberto De Angelis, ex presidente del movimento Il Mondo al Contrario e soprattutto storico amico del generale, oggi però diventato uno dei suoi critici più duri. In una lunga intervista a la Repubblica, De Angelis ricostruisce il rapporto personale e politico con Vannacci e lancia accuse pesanti: dal presunto progetto iniziale con Fratelli d’Italia fino alla rottura con la Lega, definita apertamente un “tradimento”.
Le parole di De Angelis fanno rumore soprattutto perché arrivano da uno degli uomini più vicini al generale nei mesi dell’esplosione mediatica del libro Il mondo al contrario, diventato poi il trampolino di lancio della carriera politica di Vannacci.

Il progetto politico nato prima del libro

Secondo De Angelis, Vannacci avrebbe iniziato a progettare il proprio ingresso in politica già nel 2022, molto prima dell’uscita del libro che lo rese celebre. L’ex presidente del Mac racconta di aver conosciuto il generale fin da bambino, grazie ai rispettivi padri militari, e di aver mantenuto con lui un rapporto strettissimo per decenni.

Quando Vannacci gli parlò del libro, sostiene De Angelis, l’obiettivo politico sarebbe stato già chiaro. “Mi disse apertamente che voleva raccogliere consenso e arrivare al Parlamento europeo”, racconta. E aggiunge un dettaglio destinato ad alimentare nuove polemiche: inizialmente il generale avrebbe guardato a Fratelli d’Italia come approdo politico naturale.

Secondo De Angelis, durante il periodo da addetto militare a Mosca Vannacci avrebbe avuto contatti con un parlamentare vicino a Giorgia Meloni. Un progetto che però non si concretizzò, fino all’avvicinamento successivo alla Lega di Matteo Salvini.

La rottura con la Lega e l’accusa di tradimento

La parte più dura dell’intervista riguarda però la fine del rapporto tra Vannacci e il Carroccio. De Angelis racconta di aver scoperto solo informalmente il progetto di rottura con la Lega e la nascita di Futuro Nazionale. Quando chiese spiegazioni direttamente al generale, sostiene di aver ricevuto rassicurazioni che poi si sarebbero rivelate false.

“Per me lì è finita la fiducia”, spiega. E rincara: “Non sono leghista, ma Vannacci si è comportato da traditore”. Un’accusa pesantissima che arriva proprio da chi aveva contribuito alla costruzione del primo movimento nato attorno al generale dopo il successo editoriale.

De Angelis sostiene inoltre di essersi progressivamente sentito messo da parte all’interno del movimento, ridotto a una figura simbolica mentre le decisioni reali venivano prese altrove. “Non volevo fare il presidente burattino”, racconta riferendosi alla sua esperienza nel Mondo al Contrario.

“Oggi insegue consenso, potere e soldi”

L’ex collaboratore non risparmia nemmeno giudizi politici e personali sul Vannacci di oggi. Secondo lui, il generale avrebbe progressivamente abbandonato i valori originari per inseguire soprattutto il consenso.

“Parla di meritocrazia, ma attorno a lui vedo persone che non hanno portato risultati concreti”, attacca De Angelis. Poi arriva l’affondo più duro: “Credo che il suo obiettivo lo abbia già raggiunto: fama, potere e soldi”.

Nell’intervista viene sottolineato anche il ruolo economico della sua attività politica. Secondo De Angelis, Vannacci sarebbe riuscito a trasformare la propria esposizione pubblica in un vantaggio personale senza precedenti. “È forse l’unico politico che durante la campagna elettorale ha guadagnato soldi invece di spenderli”, afferma.

La fine di un’amicizia lunga una vita

Dietro lo scontro politico emerge anche il crollo di un rapporto personale durato oltre cinquant’anni. De Angelis racconta di aver investito tempo, energie e relazioni per sostenere il progetto del generale senza chiedere nulla in cambio.

Oggi però quell’amicizia appare definitivamente chiusa. “Mi sono comportato come farebbe un vero amico”, dice con amarezza. E conclude: “Quello che dovevo perdere di davvero importante nella vita l’ho già perso da tempo”.

Parole che trasformano l’intervista non soltanto in un attacco politico contro Vannacci, ma anche nel racconto della rottura profonda tra due uomini che per anni avevano condiviso amicizia, famiglia e percorso personale.

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