
L’Italia si è svegliata sconvolta dopo la tragedia avvenuta a Modena, dove un’auto lanciata a folle velocità ha travolto diversi passanti nel centro cittadino, lasciando dietro di sé feriti gravissimi, dolore e sgomento. Una donna lotta ancora tra la vita e la morte, mentre altre vittime porteranno per sempre sul proprio corpo e nella propria mente le ferite di quei terribili istanti.
In questo momento così drammatico, il primo pensiero deve andare alle vittime e alle loro famiglie. A loro va il nostro abbraccio più sincero, il nostro affetto, la nostra vicinanza umana. A chi è ricoverato negli ospedali di Modena e Bologna auguriamo una pronta guarigione e la forza necessaria per affrontare giorni che saranno inevitabilmente difficili. Nessuna parola può cancellare il trauma vissuto, ma un Paese intero deve stringersi attorno a queste persone con rispetto, sensibilità e solidarietà.
È giusto anche riconoscere il valore delle istituzioni quando dimostrano umanità e presenza concreta. La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni agli ospedali di Modena e Bologna è stata un gesto importante, sentito, profondamente umano. Mattarella ha voluto ringraziare medici e soccorritori per il loro lavoro, mentre Meloni ha annullato una missione internazionale per essere presente accanto ai feriti e alla città colpita.
Questa è la politica che gli italiani si aspettano nei momenti di crisi: vicinanza, sobrietà, rispetto del dolore.
Per questo risultano ancora più gravi e fuori luogo le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che ha immediatamente cercato di trasformare questa tragedia in uno strumento di propaganda politica e di alimentazione del sentimento anti-immigrati. Parlare di “criminale di seconda generazione” e cavalcare l’emotività del momento per rilanciare battaglie ideologiche rappresenta un comportamento irresponsabile e indegno di chi ricopre alte cariche istituzionali.
I fatti, del resto, parlano chiaro. L’uomo fermato dopo l’attacco, Salim El Koudri, è un cittadino italiano nato in Italia, precisamente nella provincia di Bergamo, e residente nel Modenese da molti anni. Le indagini, inoltre, al momento non evidenziano alcun elemento riconducibile a radicalizzazione terroristica, mentre emerge piuttosto un quadro legato a problemi psichiatrici.
Ma c’è un altro dettaglio che dovrebbe far riflettere chi cerca di seminare odio: tra le persone che sono intervenute per fermare l’aggressore vi erano anche cittadini stranieri. Uomini che, senza chiedere l’origine di chi avevano davanti, hanno agito con coraggio per salvare vite umane.
Ecco perché è profondamente sbagliato utilizzare questa tragedia per dividere il Paese o per colpire intere comunità. Quando accadono episodi così terribili, l’unica risposta seria deve essere l’unità nazionale. Non servono slogan, non servono post costruiti per ottenere consenso politico sui social. Serve umanità. Serve maturità istituzionale. Serve rispetto.
Chi sfrutta il dolore delle vittime per ottenere vantaggi politici dimostra insensibilità verso la sofferenza delle famiglie coinvolte e una preoccupante mancanza di cultura delle istituzioni. È ancora più grave quando tali atteggiamenti provengono da un vicepremier della Repubblica, che dovrebbe invece contribuire a rasserenare il clima sociale e a unire il Paese attorno ai valori della solidarietà e della responsabilità.
Modena oggi è una città ferita, sotto shock, ma anche una città che ha mostrato coraggio, senso civico e umanità. Medici, infermieri, soccorritori, cittadini comuni e passanti intervenuti per aiutare le vittime rappresentano il volto migliore dell’Italia. È questo il volto che dobbiamo ricordare.
Non quello dell’odio.
Non quello della propaganda.
Non quello della divisione.
Perché davanti al dolore umano, prima della politica, viene la dignità.


