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Nicola scomparso e ritrovato senza vita, è svolta nelle indagini: l’orribile scoperta

Pubblicato: 18/05/2026 15:42

Ci sarebbero almeno due persone finite al centro degli approfondimenti investigativi sulla morte di Nicola Scarascia, il 52enne trovato senza vita nel canale Fosso Valle, a Scanzano Jonico, dopo giorni di ricerche. Gli investigatori della compagnia dei carabinieri di Policoro e la Procura di Matera sono sempre più convinti di trovarsi davanti a un omicidio, maturato in circostanze ancora tutte da chiarire.

A rendere il quadro particolarmente inquietante non sono soltanto i primi risultati dell’autopsia, ma anche il modo in cui il corpo sarebbe stato abbandonato. Il cadavere dell’uomo è stato trovato in una zona nascosta dalla vegetazione, alle spalle della linea ferroviaria jonica, in un punto difficile da raggiungere persino a piedi.

Un dettaglio che, secondo chi indaga, pesa enormemente. L’ipotesi investigativa è che Scarascia possa essere stato ucciso altrove e successivamente trasportato o trascinato fino al canale nel tentativo di occultare il corpo e rallentare le indagini.

L’autopsia avrebbe confermato una morte per asfissia, compatibile con strangolamento o soffocamento. Sul corpo sarebbero inoltre stati riscontrati segni sul collo e lesioni ai polsi che farebbero pensare a una possibile immobilizzazione prima della morte. Gli esami avrebbero invece escluso ferite provocate da armi da fuoco o da taglio.

Proprio la complessità delle operazioni necessarie per spostare il corpo rafforzerebbe il sospetto che ad agire possano essere state più persone. Al momento non risultano iscrizioni ufficiali nel registro degli indagati, ma uno degli uomini attenzionati dagli investigatori sarebbe già stato ascoltato dalla pm Annunziata Cazzetta, che coordina l’inchiesta.

Nelle stesse ore anche un secondo nome sarebbe finito sotto la lente dei carabinieri. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi movimenti del 52enne e soprattutto di capire chi abbia incontrato nelle ore precedenti alla scomparsa.

La sera dell’8 maggio, poco prima di sparire, Scarascia era stato visto nel quartiere Santa Sofia, a breve distanza dalla sua abitazione. Poco prima aveva effettuato un prelievo di denaro al bancomat, mentre la sua Volvo con targa tedesca era rimasta parcheggiata sotto casa. Da quel momento di lui si sono perse completamente le tracce.

Un elemento considerato importante riguarda il lavoro dei cani molecolari, che durante le ricerche si erano fermati proprio a pochi metri dall’auto del 52enne. Una circostanza che alimenta il sospetto secondo cui Scarascia possa essere salito volontariamente a bordo di un altro veicolo, probabilmente con qualcuno che conosceva e di cui si fidava.

Il nodo centrale dell’inchiesta resta ora il movente. Gli investigatori stanno cercando di capire a chi fosse destinata la somma di denaro prelevata poco prima della scomparsa e se quel denaro possa essere collegato direttamente all’omicidio. Per questo motivo vengono analizzati tabulati telefonici, immagini di videosorveglianza e testimonianze raccolte tra amici, parenti e conoscenti.

Nicola Scarascia viveva da anni in Germania insieme alla moglie e ai figli, ma era tornato nel Materano da alcune settimane per aiutare una parente impegnata nella ristrutturazione di una casa di famiglia. Chi lo conosceva lo descrive come una persona tranquilla, lontana da ambienti criminali o frequentazioni pericolose. Ed è proprio questo aspetto a rendere ancora più oscuro un delitto che, con il passare delle ore, appare sempre più pianificato.

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