
Nel pieno della guerra in Ucraina, attorno a Vladimir Putin tornano a moltiplicarsi indiscrezioni, retroscena e timori legati alla stabilità interna del Cremlino. Secondo quanto riportato da Dagospia e rilanciato dal tabloid britannico Daily Star, il presidente russo vivrebbe ormai in un clima di crescente paranoia, preoccupato non solo dagli attacchi ucraini ma soprattutto dalla possibilità di un colpo di Stato interno.
L’ipotesi rilanciata nelle ultime ore è quella di un malcontento sempre più forte all’interno dell’esercito russo, dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina senza i risultati rapidi che Putin avrebbe inizialmente promesso.
La paura dopo il caso Prigozhin
Il riferimento inevitabile resta il tentato ammutinamento della Wagner guidata da Evgenij Prigozhin nel giugno 2023, quando i mercenari arrivarono a marciare verso Mosca prima dello stop improvviso all’operazione.
Secondo le ricostruzioni circolate in queste ore, però, questa volta il malcontento non riguarderebbe gruppi esterni o mercenari, ma settori delle stesse forze armate russe. I vertici militari sarebbero irritati per la gestione della guerra e per le difficoltà incontrate dall’esercito sul fronte ucraino.
I droni ucraini e il clima al Cremlino
A preoccupare il Cremlino ci sarebbero anche i continui attacchi con droni ucraini che negli ultimi mesi hanno colpito obiettivi sempre più vicini a Mosca, mettendo in discussione l’efficacia delle difese aeree russe.
Secondo alcune indiscrezioni, durante la recente parata del Giorno della Vittoria del 9 maggio sarebbero state adottate misure straordinarie di sicurezza, compreso il blocco della rete internet mobile in parte della regione di Mosca.
L’immagine di forza mostrata tradizionalmente dal Cremlino sarebbe apparsa quest’anno più debole rispetto al passato, anche a causa della lunga guerra in Ucraina.
Il viaggio in Cina e le indiscrezioni sul Cremlino
In questo clima di tensione, Vladimir Putin è atteso in Cina per un viaggio ufficiale con Xi Jinping. Secondo alcune letture geopolitiche, la visita assume un significato particolare anche per i rapporti sempre più stretti tra Mosca e Pechino nel nuovo equilibrio internazionale.
Le indiscrezioni rilanciate da Dagospia sostengono che proprio l’assenza temporanea di Putin potrebbe teoricamente rappresentare una finestra delicata per eventuali movimenti interni al potere russo, anche se al momento non esistono conferme concrete di possibili iniziative contro il presidente russo.
Resta però evidente come, dopo anni di conflitto e tensioni internazionali, il clima politico e militare attorno al Cremlino continui a essere osservato con estrema attenzione.


