
Lo scontrino del parcheggio di Vigevano continua a rappresentare uno degli elementi più controversi della nuova fase investigativa sul delitto di Chiara Poggi. Quello che per anni era stato considerato un possibile riscontro dell’alibi di Andrea Sempio oggi torna al centro delle verifiche della Procura, che starebbe concentrando l’attenzione soprattutto sui tempi degli spostamenti.
A riaccendere il dibattito è stata la trasmissione “Mattino 5”, che ha approfondito uno dei punti ritenuti più delicati dagli inquirenti: il tragitto tra Garlasco e Vigevano nella mattina dell’omicidio.

Secondo quanto emerso nel corso del programma, la Procura avrebbe effettuato una ricostruzione pratica del percorso, ripetendo lo stesso itinerario nelle ore notturne per verificare la reale compatibilità temporale degli spostamenti attribuiti a Sempio.
Gli investigatori sarebbero partiti intorno alle quattro del mattino, in condizioni considerate favorevoli, cioè senza traffico e con il passaggio a livello aperto. Nonostante questo, il tempo necessario per completare il tragitto sarebbe stato di circa 22 minuti.
Un dato che, secondo chi indaga, potrebbe mettere in dubbio la ricostruzione fornita negli anni e rendere più complessa la compatibilità con gli orari legati allo scontrino del parcheggio.
Anche la redazione di “Mattino 5” avrebbe ripetuto più volte il percorso in differenti fasce orarie, arrivando alla conclusione che sia molto difficile completare il tragitto in tempi inferiori rispetto a quelli rilevati dagli investigatori.
Tra gli elementi considerati più importanti c’è poi il tema del passaggio a livello, che potrebbe avere avuto un impatto significativo sui tempi di percorrenza quella mattina.
Proprio durante una delle prove effettuate, i giornalisti si sarebbero trovati davanti alla sbarra abbassata. Successivamente avrebbero verificato, attraverso informazioni attribuite a Rete Ferroviaria Italiana, che in quella stessa fascia oraria transitava effettivamente un treno anche nel 2007.
Un dettaglio che potrebbe incidere ulteriormente sulla ricostruzione degli spostamenti di Andrea Sempio, oggi indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Gli investigatori continuano infatti ad analizzare ogni elemento temporale e logistico per chiarire se l’alibi legato allo scontrino possa reggere oppure no alla luce delle nuove verifiche investigative.


