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“Ti guardo”: delitto Garlasco, le parole (clamorose) di Suor Anna Monia

Pubblicato: 19/05/2026 12:40

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso sull’omicidio di Chiara Poggi torna ancora una volta al centro del dibattito pubblico e televisivo. Durante l’ultima puntata di Quarta Repubblica, il talk show di Rete 4 condotto da Nicola Porro, è arrivato un appello forte e destinato a far discutere.

La trasmissione ha riacceso i riflettori sulla vicenda avvenuta il 13 agosto 2007, mentre sul piano giudiziario continua a tenere banco la posizione di Andrea Sempio, che potrebbe essere rinviato a giudizio nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio.

Nel corso del programma, ospite in studio era Suor Anna Monia, protagonista di un intervento intenso e carico di emozione. La religiosa ha scelto di rivolgersi direttamente all’assassino di Chiara Poggi con parole durissime ma allo stesso tempo profondamente umane.

“Proviamo a dare un po’ di pace a questi genitori che dopo vent’anni ne hanno bisogno”, ha dichiarato pensando alla famiglia Poggi. Un passaggio che ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico presente in studio e dei telespettatori.

Poi la decisione di guardare dritto nella telecamera e parlare direttamente a chi, secondo lei, custodisce ancora la verità su quella tragedia. “Questa sera faccio una cosa in scienza e coscienza”, ha spiegato prima del suo appello.

“Confessa”, ha detto Suor Anna Monia. “Perché nessun tribunale umano potrà mai condannarti più di quanto la tua coscienza ogni giorno ti condanna e ti condannerà”. Parole che hanno trasformato il dibattito televisivo in un momento di forte impatto emotivo.

La religiosa ha insistito anche sul tormento interiore che, a suo dire, accompagnerebbe il responsabile del delitto. “Nessuna assoluzione potrà mai lenire quell’inquietudine che hai provato e che continuerai a provare”, ha aggiunto durante il suo intervento.

Uno dei passaggi più significativi riguarda il tema del dolore e della responsabilità personale. Secondo Suor Anna Monia, chi ha commesso il delitto non avrebbe mai affrontato davvero fino in fondo il peso umano e morale di quanto accaduto.

Nel finale del suo intervento, la religiosa ha lanciato un messaggio che ha spiazzato molti telespettatori. “Confessa, perché non sarai solo”, ha detto, sottolineando come la società civile abbia il dovere di accompagnare anche chi sbaglia verso un percorso di verità e riabilitazione.

Il caso di Chiara Poggi, a distanza di quasi due decenni, continua quindi a dividere l’opinione pubblica e ad alimentare interrogativi mai del tutto risolti. E l’appello pronunciato a Quarta Repubblica riporta ancora una volta al centro una domanda che da anni accompagna il delitto di Garlasco: esiste davvero una verità definitiva su quella tragica mattina d’estate?

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